Nel mese di aprile si sono registrati 385 casi di morbillo, cinque volte quelli segnalati nello stesso mese nel 2016, che erano appena 76. Sono i dati diffusi dal Ministero della Salute e dall’Iss, Istituto superiore di sanità, nell’ultimo bollettino settimanale, creato appositamente per monitorare la recrudescenza di casi di morbillo in corso in Italia. Dal 24 al 30 aprile 2017 si sono contati 29 nuovi casi, che portano a 1.920 il numero totale dei contagi dall’inizio di quest’anno. L’88% dei contagi è avvenuto fra persone non vaccinate. Anche 176 operatori sanitari sono stati contagiati dal morbillo.

Nei primi tre mesi del 2017 si erano già superati i mille casi, e nel mese di aprile sono ulteriormente aumentati. Il ministero della Salute aveva parlato di un aumento “in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione”, confermando le preoccupazioni degli esperti sul calo delle coperture vaccinali. Nell’ultimo rapporto si legge anche che in un terzo dei casi sono sorte complicanze anche gravi, come polmonite, epatite e insufficienza respiratoria. In quattro casi su dieci è stato necessario il ricovero in ospedale, e un altro 15% è finito al pronto soccorso. La fascia d’età più colpita (56% dei casi) è quella fra i 15 e i 39 anni. Casi di morbillo sono stati segnalati in quasi tutte le regioni, ma con una concentrazione più alta nel Lazio (570 casi) Piemonte (429 casi) e la Lombardia (241 casi).

“Purtroppo i dati sul morbillo sono davvero preoccupanti e questo soprattutto a causa della grave e pericolosa disinformazione antiscientifica, fomentata anche da parte di alcune forze politiche, che ha portato negli ultimi anni le persone a non vaccinarsi – dice all’Ansa il ministro della Salute – . Ora è fondamentale che le Regioni applichino il nuovo Piano nazionale vaccini, anche e soprattutto attraverso la sensibilizzazione e la corretta informazione ai cittadini”. I vaccini, ribadisce Lorenzin, “sono sicuri e salvano vite”.

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