di Jonas Di Gregorio*

Dal 19 al 24 aprile 2017 a Oakland, California, si è svolta la Psychedelic Science 2017, una conferenza scientifica internazionale nell’ambito della ricerca sull’uso terapeutico delle sostanze psichedeliche. E’ stato l’evento più grande nella storia dei convegni in questo ambito di ricerca con oltre 3000 partecipanti provenienti da più di 40 paesi del mondo.

In sei giorni si sono susseguite presentazioni e workshop sulle ultime scoperte scientifiche e sulle ricerche tuttora in corso su rischi e benefici provenienti da sostanze come Mdma, Lsd, Psilocibina, Ayahuasca, Ketaminina Iboga, Peyote e Marijuana.

L’evento ha visto la presenza di personalità di fama internazionale come Stanislav Grof, pioniere della psicologia transpersonale; Claudio Naranjo, medico e psichiatra, nominato nel 2015 per il Premio Nobel per la Pace con il sostegno del governo messicano; Rick Doblin, fondatore del Multidisciplinary association for Psychedelic Studies (Maps); Amanda Fielding, fondatrice della Beckley Foundation; infine Bia Labate, antropologa e co-fondatrice dell’organizzazione Núcleo de Estudos interdisciplinares sobre psicoativos (Neip).

Durante la sessione plenaria di benvenuto siamo stati informati che la Food and drug administration, l’agenzia americana che regolamenta l’uso e la vendita dei farmaci, ha recentemente dato il via libera per lo svolgimento della terza e ultima fase di uno studio clinico sull’uso dell’Mdma in ambito psicoterapeutico per il trattamento dei disturbi da stress post-traumatico (Ptsd). Si tratta di un disturbo mentale comune, caratterizzato da forti sofferenze psicologiche che conseguono a un evento traumatico o violento.

La notizia è stata divulgata negli Stati Uniti e nel Regno Unito dalle principali testate giornalistiche, come ad esempio il New York Times  e il Guardian. Anche in Italia la notizia è stata riportata da un articolo dell’Huffington Post nel quale si legge: “È stata avviata la terza fase della sperimentazione, su larga scala, che precede l’ultimo step, ovvero l’autorizzazione definitiva alla prescrizione medica. Se approvata, entro il 2021 la droga potrà essere prescritta“.

Negli studi condotti dal Maps, l’uso dell’Mdma nel trattamento di questo disturbo in malati cronici ha dato risultati molto promettenti. Nel frattempo, negli Stati Uniti sono già stati avviati corsi di formazione post-universitaria rivolti a psicologi, psicoterapeuti e psichiatri per l’utilizzo terapeutico di questa incoraggiante sostanza.

Immediatamente dopo la sessione di benvenuto, Stanislaf Grof, psichiatra e fondatore dell’International transpersonal association, ha condiviso una presentazione intitolata “Implicazioni della ricerca sulla coscienza per la psichiatria, la psicologia e la psicoterapia“. Si sono quindi avviate in contemporanea le presentazioni delle tre aree tematiche principali della conferenza: ricerca clinica, piante medicinali e ricerche interdisciplinari.

Tra gli ospiti invitati erano presenti esperti di fama mondiale come Gabor Maté, Roland Griffiths, David Nutt, Dennis McKenna, Jordi Riba, José Carlos Bouso, Benjamin De Loenen, Alex Grey e molti altri.

In una sezione a parte della conferenza sono stati proiettati importanti documentari usciti negli ultimi anni, come ad esempio A new understanding: the Science of Psilocybin, sull’uso della Psilocibina per il trattamento dell’ansia nei malati terminali, Orange Sunshine e in anteprima mondiale alcune scene del film Mdma – The Movie, diretto da Emanuel Sferios, fondatore dell’associazione americana di riduzione dei rischi Dance Safe.

La conferenza si è conclusa con un intervento di chiusura di Bia Labate, Amanda Fielding e Rick Doblin, al termine del quale la platea si è alzata in piedi per un lungo applauso di ringraziamento, con l’augurio che questi nuovi ambiti di ricerca possano aprire la strada a politiche pubbliche basate sull’evidenza scientifica e sui diritti umani, a beneficio di tutti coloro che potrebbero trarre vantaggio dalle cure possibili grazie a queste sostanze riconosciute finalmente come medicine.

E’ stato inoltre suggerito il possibile utilizzo di queste sostanze per il miglioramento delle condizioni di salute psicologica della società nel suo insieme. Di fronte all’immenso numero di persone di ogni ceto sociale che soffrono di depressione e alla sofferenza causata dalla povertà, dalla disuguaglianza sociale e dalla violenza nella maggior parte dei paesi del mondo, durante la conferenza è stata pronunciata come monito la celebre frase di Albert Einstein: “E’ diventato terribilmente ovvio che la nostra tecnologia abbia superato la nostra umanità“.

Se l’avanzamento tecnologico ha messo l’uomo di fronte a un aumento esponenziale della sua capacità di oppressione e sfruttamento nei confronti della natura e degli esseri umani, sempre più scienziati ritengono che sia necessario indagare strumenti più efficaci di guarigione e trasformazione della coscienza.

La maggior parte delle presentazioni sono state proiettate in diretta streaming e sono al momento disponibili online sul sito internet della conferenza Psychedelic Science 2017.

*Jonas Di Gregorio ha conseguito la laurea in Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma. Dal 2011 ha partecipato alle principali conferenze internazionali sull’uso terapeutico dell’Ayahuasca e di altre sostanze psichedeliche. Collabora da alcuni anni con la casa editrice Spazio Interiore come traduttore, organizzatore di eventi e conferenze. 

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