Giura d’aver trovato lui la soluzione, nelle pieghe del regolamento della Camera: usare il comma 5 dell’art. 14 per mantenere in vita una componente politica autonoma inferiore a 10 deputati purché dotata di un simbolo presentato alle ultime elezioni. Massimo Artini è il cuore di un’avventura iniziata sotto il cielo dei Cinque Stelle, evoluta nella componente autonoma di Alternativa Libera,  sospinta poi sul trampolino della decadenza dalla perdita di deputati e dalla mancanza del simbolo, perché quello con cui si sono presentati loro è di Grillo. Niente trucchi, assicura Artini, parlando dell’accordo siglato il 19 marzo con la lista “Tutti insieme per l’Italia” del sindaco di Sgurgola, che nel 2013 non è andata oltre 0,01% ma può portare in dote quel che manca: il simbolo, appunto. In cambio di una scrittura privata che sancisce un impegno comune per il  “sostegno alle bande folkloristiche e popolari in Italia”. Per questa storia pioverà sulla sua testa l’accusa di essersi omologato ai peggiori vizi della Casta, specializzata in eccezioni e cavilli per tenersi stretti poltrona e fondi.

Il sindaco di Sgurgola dice che l’avete cercato voi. Neppure vi conosceva…
Non è proprio così. E’ uno di quei contatti scaturiti dalle nostre relazioni col territorio perché abbiamo 50 associazioni in 16 regioni. Alle elezioni si era presentato da solo e ha perso. Ci ha chiesto poi supporto legislativo, atti di sindacato ispettivo rispetto alla sua battaglia sulle bande folkloristiche e musicali, così è nato il rapporto. Nella scrittura privata non c’è un accordo politico ma tecnico che si concentra proprio sul sostegno alle attività artistiche più popolari.

Non è solo un cavillo per mantenere dei privilegi?
Se fosse così non starei per pubblicare la scrittura privata che abbiamo utilizzato per questo accordo che non è tanto politico ma tecnico e ci serve per proseguire con il nostro lavoro che è di valore. Per farlo abbiamo bisogno di uno staff e quando abbiamo visto che la componente rischiava di perdere i requisiti abbiamo fatto una scelta: è più opportuno che la nostra forza parlamentare, per quanto piccola, concretizzi cose che fanno risparmiare i cittadini o che si dissolva per un limite regolamentare?

Quali cose, ad esempio?
Si parla tanto di pensioni ma il Cinque Stelle è stato inutile in quella partita mentre noi, i soliti cinque, siamo riusciti a far approvare dall’Ufficio di presidenza, senza neanche esserci, una rivalutazione dei coefficienti uniformata a quella di tutti i cittadini. Si risparmiano milioni di euro. Ma ora ci attaccheranno per qualche rimborso.

Appunto, cosa risponde ai suoi ex colleghi che l’accuseranno d’aver tradito ancora?
Io non ho mai tradito nessuno. E se la mettono su questo piano, quello dei giochini da Casta, ricordo loro che in Europa passarono in Alde per avere una vicepresidenza, più soldi e potere tradendo così i loro principi di democrazia diretta e i loro iscritti. Quella fu una cosa squallida, noi abbiamo agito su un tecnicismo, d’accordo, ma con trasparenza e nell’interesse di molti.

Soprattutto del vostro staff, pagato dalla Camera
Per fare le cose bisogna avere persone motivate e professionali. Siamo rimasti in cinque e per assicurare queste risorse è necessario avere un contributo della Camera che arriva solo come componente autonoma. Da soli sarebbe molto difficile.

Perché non li pagate di tasca vostra?
Ma già lo facciamo, tre dipendenti sono a carico dei deputati, gli altri tre di Montecitorio.

Da un anno non si ha notizia delle vostre restituzioni. Che fine hanno fatto?
E’ un altro problema legato alla difficile situazione in cui ci siamo trovati nel novembre 2015, quando la componente ha perso quattro deputati. Abbiamo ragionato coi territori e stabilito di comune accordo che l’obiettivo nostro era concentrarci sul lavoro più produttivo della mera restituzione verso un singolo progetto.

Le associazioni ci saranno rimaste male…
Avevamo fatto le consultazioni online per decidere dove indirizzare le restituzioni, perché il microcredito dei Cinque Stelle è solo una marchetta. Contribuzioni private continuiamo a farle ma è diventata una scelta personale del singolo e marginale, vista la situazione. Mi scusi, ma non è più importante essere riusciti almeno ad aumentare da 7 a 18 il numero delle rate non pagate a partire dalle quale scatta l’esproprio della casa?

Ultima cosa su questo impegno per le bande musicali: suona qualche strumento?
No. Mai suonato. Perché?

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