Venditori costretti a simulare scene di sesso per non aver raggiunto gli obiettivi di vendita stabiliti dall’azienda. L’ennesimo scandalo che colpisce la compagnia australiana di vendite ‘face to face’ Appco, già al centro di una class action da 60milioni di dollari portata avanti da 730 ex-lavoratori. La società è accusata principalmente di ‘sham contracting‘, una pratica illegale che consiste nell’assumere personale che svolge a tutti gli effetti un lavoro da dipendente con un contratto da lavoratore autonomo. In questo modo, l’azienda è esente dal pagare i fondi pensionistici, il salario minimo, alcune tasse e non ha responsabilità su eventuali infortuni sul lavoro. Nel video, girato nel 2014 ma diffuso soltanto ieri dalla Abc news, uno dei superiori costringe alcuni venditori a subire atti sessuali simulati come punizione per non aver raggiunto gli obiettivi prefissati dall’azienda. Ma non si tratta di un caso isolato, in passato, infatti, sono emersi altri video simili, uno dei quali mostrava dei dipendenti rannicchiati a terra intenti ad inscenare l’umiliante ‘corsa delle lumache‘.

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