Samira è un’operaia metalmeccanica della Magneti Marelli di Crevalcore, in provincia di Bologna. Da anni, insieme al marito e collega Giovanni, si dividono i turni: una settimana la notte la fa lei, quella dopo lui. E così via: da anni dormono insieme una settimana ogni tre e si incrociano al cambio turno: tutto per non più di 1400-1500 euro al mese. Ora però l’azienda, che fa parte del gruppo Fca, in base al nuovo contratto sta progettando di fare i turni anche il sabato, che da orario di lavoro straordinario (con i relativi incentivi economici) diventerebbe un giorno di lavoro ordinario. Il tutto in cambio di una giornata libera durante la settimana. Ma per molti operai, e anche per Samira e suo marito, questo potrebbe diventare un problema: chi starà con le due bimbe il sabato? La Fiom Cgil, che il contratto di lavoro non lo ha firmato, ha già organizzato uno sciopero molto partecipato a inizio ottobre. Magneti Marelli ha fatto quindi qualche apertura, proponendo di spostare il turno del sabato notte alla domenica notte, con qualche incentivo economico. Ma lo scontro non sembra affatto sopito: “Vorremmo che come tante altre volte l’azienda ci venisse incontro – spiega Samira, che ha partecipato agli scioperi – proprio per aiutare le tante coppie con famiglia che lavorano in fabbrica” di David Marceddu

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Croce Rossa, autisti e cuochi in esubero ‘promossi’ a funzionari nei tribunali. ‘Ma non scrivo dal ’73 e non so usare il pc’

prev
Articolo Successivo

Pensioni anticipate gratis solo con 36 anni di contributi (30 se disoccupati). Cgil: “Renzi inaffidabile, si rimangia parola”

next