La famiglia di Luciano Pavarotti contro Donald Trump, reo di avere utilizzato senza autorizzazione un brano del grande tenore modenese. “Apprendiamo oggi che la romanza “Nessun dorma” interpretata da Luciano Pavarotti viene utilizzata come parte della colonna sonora della campagna elettorale di Donald Trump” si legge in un comunicato stampa firmato dalle figlie Lorenza, Cristina e Giuliana e approvato dalla vedova Nicoletta Mantovani

“Tocca a noi familiari ricordare che i valori di fratellanza e solidarietà che Luciano Pavarotti ha espresso nel corso della sua carriera artistica sono incompatibili con la visione del mondo proposta dal candidato Donald Trump”. La nota si chiude quindi con una diffida a utilizzare la voce e l’immagine di Big Luciano in ogni occasione o supporto riguardante la campagna elettorale del candidato repubblicano: “Così come altri artisti coinvolti hanno già fatto in prima persona, esprimiamo pertanto la nostra disapprovazione a tale utilizzo”.

Il rimprovero della famiglia Pavarotti non è infatti il primo ammonimento eccellente ricevuto dal miliardario newyorchese da star della musica contrarie alle sue idee politiche. Solo due giorni fa, il 19 luglio, i Queen avevano denunciato l’uso non autorizzato di We are the champions durante la convention di Cleveland che ha incoronato Trump candidato presidente. Prima dell’ex band di Freddy Mercury erano stati i Rolling Stones a comunicare una “diffida con effetto immediato” per l’utilizzo di You can’t always get what you want. E tra gli altri Adele, Neil YoungSteven Tyler degli Aerosmith. Il più diretto è stato però Michael Stipe, l’ex leader dei R.E.M, di fronte alla richiesta di utilizzare la sua It’s the End of the World as We Know It (and I feel fine) ha risposto: “Non potete utilizzare la nostra voce e la nostra musica per la vostra farsa idiota campagna elettorale”.

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