A marzo le richieste di disoccupazione sono calate del 27,3% rispetto all’anno scorso. Le ore di cassa integrazione, invece, ad aprile scendono del 6,2% rispetto al 2015 ma aumentano del 9,1% rispetto al mese precedente. A pesare è la tendenza della cassa straordinaria, che interviene nelle crisi aziendali più gravi: il ricorso a questo ammortizzatore è aumentato del 4,7% in un anno e addirittura del 27,5% in un mese. Non a caso, il segretario confederale Uil Gugliemo Loy avverte: “La febbre della crisi è ancora alta”. Registrano un calo invece le altre due tipologie di cassa integrazione, ma entrambi i dati sono influenzati da fattori esterni: la cassa ordinaria, come spiega l’Inps, risente ancora di un blocco autorizzativo, mentre quella in deroga nel 2016 può essere concessa solo per tre mesi, contro i cinque mesi dell’anno precedente. E sul calo delle domande di disoccupazione, hanno segnalato sindacalisti e giuslavoristi, può avere influito il boom dei voucher, mentre per i prossimi mesi si rischia un aumento delle richieste legato all’esaurimento della cig in deroga.

Nel dettaglio, l’Inps ha ricevuto ad aprile richieste per utilizzo di cassa integrazione per 57,1 milioni di ore con un aumento del 9,1% rispetto a marzo e una diminuzione del 6,2% su aprile 2015. Nei primi quattro mesi dell’anno, il calo è del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2015. A fare la parte del leone è la cig straordinaria, che ha registrato 38,9 milioni di ore autorizzate, con un aumento del 27,5% su marzo e una crescita del 4,7% su aprile 2015.

Le ore di cassa ordinaria richieste ad aprile sono state 14,9 milioni (-14,1% sul mese, -23% su aprile 2015), ma l’Inps ricorda che “il numero di ore autorizzate di cigo nel mese di aprile 2016 risente ancora del blocco autorizzativo” operato dall’istituto dopo l’entrata in vigore delle nuove norme del Jobs act. Insomma, le aziende avevano chiesto più ore di cassa integrazione, che saranno autorizzate solo nei prossimi mesi.

Per la cassa in deroga sono state chieste 3,1 milioni di fermo con un calo del 26,9% su marzo e del 25,5% su aprile 2015. Su questo decremento, invece, pesa il cambio di regole nella sua autorizzazione. Se nel 2015 un’azienda poteva chiedere cinque mesi di cassa in deroga, ora può fare domanda per soli tre mesi. Le imprese che hanno già utilizzato l’ammortizzatore nei primi tre mesi dell’anno, ad aprile non hanno più potuto ricorrere a questa opportunità.

“Non possono non preoccupare i dati sulle richieste di cassa integrazione ad aprile – commenta Guglielmo Loy – La crescita su marzo, oltre il 9%, e all’interno di essa della cassa straordinaria (oltre il 27%) segnalano che è ancora perdurante un forte disagio del nostro sistema produttivo certificato, anche, dalla troppa leggera flessione rispetto allo stesso quadrimestre del 2015 (- 2,42%)”. Ma il sindacalista lancia l’allarme anche riguardo al taglio della durata della cig in deroga: “La graduale ma costante discesa della copertura temporale della cassa integrazione in deroga, derivante dalle novità introdotte dal Jobs Act, potrebbe produrre un forte disagio occupazionale“.

Per quanto riguarda le indennità di disoccupazione, a marzo si registra un calo delle domande del 6,9% rispetto a febbraio e del 27,3% rispetto al 2015. Le richieste di Aspi, Naspi, mobilità e disoccupazione sono state nel complesso 98mila. Ma sulla diminuzione delle richieste, sindacalisti e giuslavoristi avevano già lanciato un avvertimento: c’è la concreta possibilità che il calo sia dovuto alla clamorosa espansione dei voucher e all’emigrazione all’estero di coloro che ne avevano diritto, mentre si rischia che nei prossimi mesi, quando per ampie fasce di lavoratori si esaurirà la cig in deroga,  il dato sulle domande di sussidi registri un’inversione di tendenza.

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