Decine di esemplari di anatre, aironi, papere, germani e oche coperti di petrolio e intossicati dopo lo sversamento di petrolio nell’area del Polcevera. I volontari dell’Enpa sono intervenuti e li hanno soccorsi e presidiano la zona con una unità di intervento rapido dispiegata sul territorio alla ricerca di animali in difficoltà. L’Enpa genovese, d’intesa con i Vigili del Fuoco e con le altre autorità impegnate nella zona del Polcevera, ha inoltre attivato un numero di emergenza – lo 010.5531696 – al quale residenti e istituzioni possono inoltrare segnalazioni relative ad animali in difficoltà.

Una volta prelevati dall’area inquinata, i selvatici, intrisi di petrolio e con gravissimi sintomi di intossicazione, vengono portati presso la sede della Sezione genovese dove i volontari li trattano prima con oli vegetali leggeri, per pulire le piume dal petrolio, quindi con detergenti neutri per rimuovere gli agenti contaminanti. “Poi – spiega Massimo Pigoni, responsabile della Protezione Animali e vicepresidente nazionale di Enpa – non resta altro che incrociare le dita, sperando che i livelli di intossicazione non siano letali”.

Questo è quanto accade nel migliore dei casi, perché spesso gli animali arrivano alla sede Enpa privi di vita. Ma a preoccupare i volontari non è soltanto la fase strettamente emergenziale ma anche e soprattutto il ‘dopo’, poiché i danni causati dallo sversamento di petrolio sembrano destinati a produrre conseguenze durature sull’ecosistema e la biodiversità, gravemente colpiti dal disastro. Insomma, i selvatici saranno a rischio anche dopo il superamento dell’attuale fase di crisi.

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