Il mondo FQ

Sutera, l’altra Niscemi della Sicilia: evacuati e abbandonati dopo la frana. E non avrà i risarcimenti del ciclone Harry

Nel paese di 1.000 abitanti, uno dei "borghi più belli d'Italia, si convive con uno smottamento peggiorato dopo il ciclone: "Non c'è nesso causale, niente stanziamenti"
Sutera, l’altra Niscemi della Sicilia: evacuati e abbandonati dopo la frana. E non avrà i risarcimenti del ciclone Harry
Icona dei commenti Commenti

Ci vuole fortuna anche nelle sciagure. È il caso di Sutera, paese di appena mille abitanti in provincia di Caltanissetta, che deve fare i conti con una frana che, in piccolo, ricorda quella di Niscemi. Arroccato su un monte, le forti piogge di questo autunno, hanno fatto venire giù una parte del costone su cui si regge quello che è stato eletto uno dei “borghi più belli d’Italia”, facendo tremare un intero paese dove adesso si dorme poco. Cinque abitazioni sono state già sgomberate ma senza interventi la frana potrebbe avanzare. Dalla Regione Siciliana però gli appelli lanciati dal 14 febbraio in poi sono rimasti inascoltati: sono stati fatti solo sopralluoghi per comprendere cosa fosse successo in quel piccolo paese che chiede invece un intervento immediato.

Con un bilancio annuale di appena 3 milioni di euro complessivi, da solo, il Comune celebre per il suo presepe non potrebbe farcela. Ma alla richiesta dei soldi necessari, circa 2 milioni, per fermare la frana non c’è stata una risposta. Anzi le brutte notizie sono arrivate alla richiesta di accedere ai fondi per il ciclone Harry: “Semplicemente – spiega il commissario straordinario del paese, Francesco Mario Fragale – ci è stato detto che Sutera non rientra nei risarcimenti perché non è stato rilevato un nesso di causalità con il fenomeno del ciclone. Per il resto sono stati fatti solo sopralluoghi ma ancora nessun intervento”.

Se i danni, le cui prime avvisaglie erano state già segnalate da tempo, sono stati un mese dopo il ciclone, nella notte di San Valentino, è chiaro che il peggioramento è dovuto anche agli eventi estremi che sono accaduti nei primi mesi del 2026. Così, mentre si succedono controlli da parte di Protezione civile, vigili del fuoco e tecnici della Regione, non viene fatto nulla e le varie parti si rimbalzano la palla dicendo che non è di loro competenza. “Qualcosa è cambiato solo adesso, con la Protezione civile che ha promesso un primo intervento di messa in sicurezza – dice ancora il commissario straordinario – che dovrebbe impegnare 60-80 mila euro”. La frana però non attende la burocrazia e il tempo già trascorso potrebbe peggiorare la situazione: “Una parte degli sfollati aveva una seconda casa, mentre una persona si trova oggi in affitto”.

Pochi e abbandonati, i cittadini di Sutera sono scettici sugli immediati interventi e le promesse di un finanziamento di 2 milioni di euro sembrano essere qualcosa che somiglia a un’utopia, come il sogno di vedere attivo il mega ascensore che dovrebbe accompagnare i turisti in cima al monte Paolino e che invece da più di 15 anni è fermo, rappresentando una delle peggiori opere incompiute della Sicilia. La sorte ha voluto che dei massi siano caduti anche ai piedi di quell’ascensore verde, sancendo forse la fine del sogno.

La vicenda mette a rischio anche uno dei perni di quell’economia del piccolo paese che vive di turismo e agricoltura, il presepe di Natale: “Spero che ci arrivi un aiuto – dice il presidente dell’associazione Kamicos che da 24 anni organizza uno degli allestimenti natalizi più belli della Sicilia – affinché tutto possa tornare alla normalità e si torni a organizzare anche la manifestazione di dicembre che per noi significa tanto. Lavoriamo un intero anno per la sua riuscita e speriamo di non interrompere questa tradizione”. Intanto i cittadini vivono con l’ansia, mentre un vero monitoraggio con sistemi di controllo, a differenza di quanto avviene a Niscemi, non viene fatto.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione