Per la collezione primavera – estate 2016 di Elena Mirò, una collaborazione con una firma d’eccezione, quella del noto fotografo Gian Paolo Barbieri, classe 1938, famoso per essere uno dei maestri della fotografia e per aver segnato la storia della moda dei nostri tempi immortalando top model e star del cinema, ma anche per la sua passione per gli scatti con soggetti floreali. Le sue immagini, per la prima volta, vengono trasferite su tessuto, creando la prima collezione “arte – à – porter“.

E’ stata presentata lo scorso 23 febbraio presso il concept store in Piazza della Scala l’anteprima della nuova linea di Elena Mirò che ha come protagonisti, appunto, caftani, tuniche, borse e foulard arricchiti dalle immagini di un Hiniscus,  di uno Zenzero della torcia e di una Cattleya. Un modo innovativo per festeggiare i 30 anni del brand più conosciuto in Italia per la sua capacità di vestire le donne dalle forme generose.

Un trionfo di colori e vitalità nei capi indossati dalla testimonial del brand Candice Huffine: è solo l’inizio di una collaborazione tra Gian Paolo Barbieri e il Gruppo Miroglio che durerà per tutto il 2016. Nel corso dell’evento è stato anche presentato il libro “Fiori” in edizione esclusiva e limitata che raccoglie 46 immagini del maestro. Presenti all’evento Mara Venier e la nipote di Lady D, Kitty Spencer. “C’è voglia di primavera, di estate e di colore – ha detto Elena Miroglio – e di tanta leggerezza. I capi sono stati realizzati su seta e con tecnologia di stampa ‘waterfree’ con un risparmio del 50% rispetto alle tecniche tradizionali, quindi con una grande attenzione alla sostenibilità e rispetto dell’ambiente”. L’incontro con Barbieri, ha raccontato la stilista a LaPresse, “è stato magico perché lui è un grande maestro, con una conoscenza della fotografia tale che da lui c’è solo da imparare“.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Pink is good: la moda e la grande musica in campo con la Fondazione Veronesi

prev
Articolo Successivo

Ethical code, la moda etica dà spettacolo a Milano

next