Medici senza frontiere ancora sotto attacco. Questa volta è successo in Yemen e a essere colpito con un missile è un ospedale dell’ong internazionale. L’esplosione, secondo quanto ha precisato Msf sul proprio account Twitter, è avvenuta nel distretto settentrionale di Razeh, nella provincia di Saada, e ha provocato quattro vittime e una decina di feriti.

Al momento non ci sono notizie sulle responsabilità dell’attacco in Yemen, divenuto teatro di guerra a seguito del colpo di Stato compiuto dai ribelli sciiti di etnia houthi e le forze governative sostenute dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita. Medici senza frontiere ricorda che negli ultimi mesi almeno due delle sue strutture sono state colpite dai bombardamenti dell’alleanza sunnita anti-houthi. Lo scorso 3 dicembre la coalizione aveva bombardato un ospedale dell’organizzazione a Taiz, ferendo nove persone, due delle quali operatori Msf.

In precedenza, a ottobre, un altro centro di cura era stato distrutto in un bombardamento nel distretto di Haydan, sempre nella provincia di Saada. In quel caso l’Arabia Saudita negò la responsabilità dell’attacco da parte della coalizione che guida e criticò l’Onu per averle attribuito il raid sull’ospedale. Msf lavora in otto province yemenite: Sanaa, Saada, Adan, Taiz, Amran, Al Dalea, Ib e Haya. Il più importante attacco ai danni di Medici senza frontiere avvenne a ottobre 2015 in Afghanistan quando forze armate della Nato bombardarono l’ospedale dell’ong provocando oltre venti morti tra cui tre bambini.

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