Cagliari, Catania e Pistoia. Sono queste le tre città dove sono stati registrati nuovi casi di meningite. Una meningite fulminante ha ucciso una bambina di sei anni, Giulia Baire, di Capoterra (Cagliari). La morte – riferisce un quotidiano locale – risale a domenica 27 dicembre all’ospedale Brotzu di Cagliari, dove era stata ricoverata. La bambina stava male da qualche giorno: ai familiari era sembrata una normale influenza. Ma i sintomi non cessavano e domenica mattina è arrivata la decisone di portarla in ospedale per farla visitare.

E’ stata ricoverata immediatamente, ma intorno alle 18.30, a causa della febbre altissima, è deceduta. Dal punto di vista sanitario, è stato escluso qualsiasi rischio di contagio. Secondo quanto accertato dai medici del Brotzu, infatti, la piccola non era affetta da meningite da meningococco. Sono in corso le analisi per stabilire quale tipo di germe abbia provocato il decesso.

Nel capoluogo siciliano, invece, una donna di 40 anni, come riporta il Quotidiano Nazionale, è attualmente ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Vittorio Emanuele. Ma il primario, Carmelo Iacobello, invita a non creare allarmismo: “I soccorsi sono stati tempestivi, la diagnosi di meningite è arrivata in tempi brevissimi attraverso una serie di esami strumentali e sono stati rispettati tutti i protocolli. Non c’è alcun motivo di temere contagio”.

Quello di Pistoia è il 38esimo caso di meningite registrato in Toscana dall’inizio del 2015. Dal 27 dicembre, è ricoverato nel Reparto di malattie infettive del presidio ospedaliero San Jacopo un uomo di 67 anni del Comune di Buggiano al quale è stata confermata la diagnosi di infezione da meningococco di tipo C. Il Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria si è immediatamente allertato – riferisce una nota – e i sanitari hanno già sottoposto a terapia antibiotica i familiari e le persone con le quali il paziente, nei giorni precedenti, ha avuto contatti ravvicinati.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Smog, Milano blocca il traffico: ma Pm10 sale. Chiamparino: ‘Ora un piano comune’

prev
Articolo Successivo

Das, fibre di amianto nella famosa pasta per modellare tra il ’63 e il ’75

next