Varrà fino a 1 miliardo di euro l’atteso nuovo aumento di capitale che Veneto Banca realizzerà entro la prima metà del 2016, dopo la perdita monstre da 968 milioni registrata nel 2014 e il rosso del primo semestre. L’istituto di Montebelluna, che è tra gli istituti classificati come “a rischio elevato” dalla Bce nell’ambito dei nuovi esami sulla solidità dei bilanci, ha annunciato che l’operazione sarà varata dopo la trasformazione in spa prevista dal decreto sulla riforma delle banche popolari e la quotazione in Borsa. L’ammontare della ricapitalizzazione è superiore rispetto ai 500-800 milioni di euro previsti dagli analisti sulla base delle richieste dell’Eurotower. L’aumento servirà per riportare il patrimonio al di sopra del livello imposto da Francoforte: alla fine del primo semestre il cosiddetto Cet 1 ratio, cioè la quota di capitale di qualità primaria, si fermava all’8,1% contro il 10% necessario.

La nota dell’istituto, il cui ex direttore generale Vincenzo Consoli è indagato per ostacolo all’attività dell’autorità di vigilanza insieme all’ex presidente Flavio Trinca, ribadisce “l’intenzione di procedere a una possibile integrazione con altro istituto bancario” e recita che la banca “ha ottenuto il riconoscimento della piena sostenibilità dei processi avviati, mediante la sottoscrizione con Banca Imi – l’investment bank del Gruppo Intesa Sanpaolo – di un accordo di pregaranzia relativo all’aumento di capitale, per un ammontare tale da coprire l’intero fabbisogno di capitale”.

 

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