Anni fa si sentiva spesso dire che il rock non era musica per femminucce. Il che, va detto, implicava un certo machismo e sessismo che ben si sposava con pose e suoni di band come quelle che si muovevano in ambito heavy o southern. Musica dura, per gente dura. Poi, chiaramente, la faccenda è rientrata nei limiti della decenza, l’avvento delle college band ha sicuramente reso la massima da cui questo articolo partiva vana. Il rock è passato da essere roba per hell’s angeles in libera uscita a essere materia per nerd, gente con la montatura degli occhiali spessa e la faccia di chi, non fosse per la chitarra, non conoscerebbe una ragazza manco per sbaglio (l’ultima affermazione che avete letto era una citazione vintage dell’era che l’avvento dei nerd ha mandato in soffitta, tranquilli).

Solo che qualche rocker, evidentemente, non si è accorto del cambiamento, un po’ come il famoso ultimo giapponese sull’isola del pacifico, quello che continuava a stare di vedetta, il fucile in pugno, ben dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Ecco, il soldato giapponese nell’isola deserta sembra essere, oggi come oggi, Jack White, ex White Stripes. Lo si potrebbe evincere anche solo ascoltando il suo rock sporco e ruvido, ma lui, generoso che è, proprio ieri ha deciso di dare prova di questa tesi andando a cercar rissa con Patrick Carney, batterista dei Black Keys. È stato lo stesso Patrick a raccontarlo, con una serie di tweet.

Questi i fatti, Patrick e un po’ di suoi amici si trovata in un bar di New York quando è arrivato Jack con la sua compagnia. Appena si è accorto della presenza del musicista, Jack è andato in escandescenza, e ha letteralmente fatto passare ‘i famosi cinque minuti’ a Patrick e soci. L’odio che Jack White nutre per i Black Keys è noto. Da sempre li accusa di avergli rubato il sound. Un sound, a essere onesti, talmente derivativo, in entrambi i casi, da essere difficilmente etichettabile come “alla Jack White”.

Rock tradizionale, vicino al blues, fatto di suoni ruvidi e duri, essenziali. Ma per Jack la faccenda è questa, e Patrick ci ha dovuto fare i conti. Nei suoi tweet, il Black Keys lo accusa di bullismo, e dice a chiare lettere che il suo essere diventato un musicista, lui appassionato di Led Zeppelin, è dovuto proprio a merde come Jack White, bulli che lo hanno sempre ghettizzato e fatto sentire una nullità. Il suo essere un batterista, ci informa sempre Patrick tramite una lunga serie di tweet, è dovuto solo a un incidente di percorso, un mignolo tagliato.

La querelle Jack White/Black Keys diventa quindi uno scontro fisico, epico. Non più semplice rivalità, ma rissa. Ora aspettiamo di sapere la versione di Jack. E magari capire se Dan Auerbach vorrà mettere bocca o mano alla faccenda. Ci aspettiamo a breve t-shirt con il tweet migliore della covata. Quanto a Jack White, un bullo quarantenne ha cercato di piacchiare un nerd trentacinquenne. Questa cosa potrà fare scalpore come risultare molto triste e patetica. Il rock non morirà mai, al massimo sarà pieno di lividi.

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