Al Festival della Rete in corso a Rimini dall’11 al 13 settembre si è parlato anche di bufale e trappole di internet. A spopolare sul web sono soprattutto quelle scientifiche. “Ci sono moltissimi casi in cui non si può neppure più parlare di bufala. Quando si diffonde l’idea che i vaccini facciano male e quando la gente smette di vaccinarsi, questo è un danno per la società”, spiega a ilfattoquotidiano.it Paolo Attivissimo scrittore, giornalista, blogger e debunker, cioè smontatore di bufale. Un altro ramo delle bufale online è quello sul meteo, con il diffondersi di siti che fanno del sensazionalismo sul clima: “Le scie chimiche sono le preferite dei complottisti. E’ una bella storia e si alimenta da anni”. “Chi fa del meteo-terrorismo invece è gente che vuole guadagnare con quelle notizie”, spiega la meteorologa Serena Giacomin. “Purtroppo chi diffonde queste notizie fa dei grandi danni soprattutto per la protezione civile”. Il rischio, a furia di lanciare allarmi e allerte sul meteo (spesso ripresi dai giornali e dai tg con grande enfasi) è quello di rendere la cittadinanza insensibile quando i pericoli ci sono davvero: “E’ come un al lupo al lupo – prosegue Giacomin – le persone poi non capiscono quanto è grave l’allerta lanciata dalla stessa Protezione civile o dal loro Comune”

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