“Mi accorsi subito dell’uomo che avevo di fronte, il suo abbraccio non era il gesto marmato di un’alta carica”. Così disse una volta il poeta Jorge Luis Borges del presidente Sandro Pertini. Libero dalle rigidità del protocollo è apparso anche l’abbraccio tra il presidente Sergio Mattarella e Manfredi Borsellino alla commemorazione per il 23esimo anniversario della strage di via D’Amelio pochi giorni fa. Forse il gesto pubblico che finora ha rivelato di più la cifra umana e la componente emotiva del personaggio – sobrio, schivo, sempre molto controllato – che oggi rappresenta l’unità nazionale. In prossimità della scadenza del suo primo semestre al Quirinale, siamo andati in strada a raccogliere le impressioni dei cittadini. La stima è diffusa, il feeling forse un po’ meno. “Una figura seria ma sbiadita, lo preferirei più attivo”, dicono alcuni. “Parla poco, ma dà sicurezza”, replicano altri. “E’ ancora presto per esprimere un giudizio”, avvertono altri ancora. Si ascoltano giudizi taglienti: “La sua elezione è più che altro un omaggio al fratello Piersanti“. Ma anche entusiastici: “Ci voleva un galantuomo come lui in questo momento di crisi”. Inevitabile il raffronto con il predecessore. “Rispetto a Napolitano è rientrato nei ranghi costituzionali”, osserva qualcuno. “Per carattere non è un protagonista, non fa ombra a Renzi”, obiettano altri. E voi cosa ne pensate? Qual è la vostra prima impressione del presidente Mattarella? Dite la vostra nei commenti e votando la risposta che vi convince di più  di Piero Ricca, riprese e montaggio Matteo Fiacchino

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