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Altra tegola per Vannacci, a un giorno dalla nomina il dirigente lombardo Carleo è indagato. I pm: “Coinvolto in frode da 30 milioni”

Luca Carleo, direttore generale del gruppo Ops, era stato nominato ieri dal generale nel ruolo di responsabile vicario per la Lombardia (con delega su Milano): oggi, da quanto apprende ilFattoQuotidiano.it, le sue dimissioni
Altra tegola per Vannacci, a un giorno dalla nomina il dirigente lombardo Carleo è indagato. I pm: “Coinvolto in frode da 30 milioni”
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C’è stato appena il tempo dell’annuncio. Vale a dire ieri, quando il numero due di Futuro nazionale, Massimiliano Simoni, ha comunicato che Luca Carleo avrebbe avuto il ruolo di responsabile vicario per la Regione Lombardia (con delega alla città di Milano). Oggi il terremoto della magistratura: Carleo è coinvolto in un’inchiesta che ha portato a sequestri e indagini nel gruppo Ops. La Procura della Repubblica, guidata da Marcello Viola, parla di frodi finanziarie per oltre 30 milioni di euro.

In particolare, il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza ha eseguito sequestri preventivi, emessi dal gip, delle azioni e delle quote di quattro società, di cui tre quotate sul mercato Euronext Growth Milan. Si tratta di Ops eCom (ex Giglio Group), Ops Italia (ex Eems Italia) e Ops Retail (ex Netweek). Quest’ultima possiede una cinquantina di giornali locali tra Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana. Le azioni e le quote sono detenute, complessivamente, da tre persone. E il sequestro è di oltre 100mila euro, quale “profitto del reato di manipolazione del mercato”.

Da quanto si apprende dalla Procura, al centro della vicenda sono finiti proprio l’amministratore delegato del gruppo Ops, Ciro Di Meglio, 49 anni, e il direttore generale, Carleo, 45 anni. Entrambi sarebbero stati raggiunti da misure cautelari insieme ad altri otto indagati (figura anche il carcere). Gli interrogatori preventivi, così, risultano essere dieci.

Le ipotesi di reato sono molteplici: manipolazioni del mercato, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per le società quotate, formazione fittizia di capitale, malversazioni di erogazioni pubbliche e responsabilità amministrativa delle società per reati commessi a loro vantaggio da parte degli amministratori. Di Meglio e Carleo, secondo i pm Guido Schininà e Nicola Rossato, “con il concorso di 33 tra consiglieri, sindaci, amministratori e professionisti” avrebbe messo in atto “condotte illecite” finalizzate “a sottoscrivere fittizi aumenti di capitale, drenare liquidità dalle società quotate, raccogliere fondi anche attraverso l’ottenimento di finanziamenti garantiti dallo Stato per destinarli a fini diversi da quelli indicati nel contratto di finanziamento, frodare il mercato finanziario attraverso l’utilizzo distorto dello strumento dei Prestiti Obbligazionari Convertibili non standard (POC), per oltre 30 milioni di euro”.

Secondo i pm il “duo” Di Meglio-Carleo, attraverso le società del gruppo Ops, ha portato avanti “strategie delinquenziali” per “ottenere profitti personali ai danni degli investitori e del mercato”, approfittando “della situazione di crisi in cui si trovavano tali società”, sfruttandole, mentre l’intento “dichiarato” era quello di “risanarle”. Negli atti vengono descritte tutte le contestazioni di manipolazione del mercato, “tramite la diffusione di false notizie e il ricorso a operazioni simulate di introduzione di nuova liquidità all’interno delle compagini societarie”. E ciò attraverso “il ricorso artificioso allo strumento dei Poc”. Il tutto alterando, per l’accusa, il “valore dei titoli azionari”. Condotte contestate, in particolare, dal 2025 al “duo Di Meglio-Carleo”. Tra queste pure “aumenti fittizi di capitale, falsi in bilancio, ostacolo alle funzioni di vigilanza”.

Agli atti gli approfondimenti della Consob, ma anche una serie di intercettazioni, come una del marzo 2026 in cui Carleo avrebbe parlato di “far confluire” in una “bad company” gli “asset in crisi”. E diceva: “A quel punto buttiamo dentro tutto”.

Da quanto apprende ilFattoQuotidiano.it, Carleo si è dimesso dall’incarico di dirigenza, ricevuto ieri, all’interno di Futuro nazionale. Una nuova tegola per Vannacci in terra milanese, dopo la condanna del commercialista e ras delle tessere, Salvatore Varano, a più di cinque anni per false fatturazioni.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
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