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Opere incompiute, raccolta petizioni per segnalarle e chiedere interventi in “Il Paese degli sprechi” su change.org

Sulla popolare piattaforma web che permette operazioni sociali, c'è una campagna che ha lo scopo di sensibilizzare interventi su strutture non concluse. Si chiede, ad esempio, l'abbattimento di un cementificio mai entrato in funzione a Sapri
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Segnalare un’opera incompiuta lanciando una petizione al riguardo o firmarne una già presente. Il sito a cui collegarsi è change.org (vai al sito), la popolare piattaforma web che permette operazioni sociali. L’idea alla base della campagna “Il Paese degli sprechi” è, appunto, raccogliere testimonianze e richieste sulle costruzioni mai completate in Italia. E raggruppare il numero più alto possibile di firme attorno a richieste specifiche, come ad esempio la demolizione o la riqualificazione di una struttura.

Su change.org ci sono già alcune petizioni aperte. 263 persone ad esempio, hanno già firmato quella che chiede al ministro dell’ambiente l’abbattimento di un cementificio mai entrato in funzione a Sapri. Oppure, nella Baia delle Zagare presso il Parco Nazionale del Gargano, in provincia di Foggia, ci sono due ascensori incavati nella roccia e una terrazza di cemento che si inseriscono nel paesaggio naturale. Nella petizione si chiede al sindaco di rimuoverli. Al Comune di Ferrara si chiede invece di chiarire che cosa ne sarà del palazzo degli specchi, struttura incompiuta e in disuso da 25 anni. Quell’edificio, si legge, potrebbe venir recuperato.

Al sindaco di Desio, in provincia di Milano, invece si chiede la demolizione della torre da 90 metri che sorge incompiuta al Polo Tecnologico. La società proprietaria della struttura è fallita, proposte concrete di acquisto non sono mai arrivate e così il cantiere si è bloccato. Agli assessorati Turismo e Cultura della regione Piemonte poi, si chiede di riprendere e terminare i lavori di restauro del castello di Rorà, in Costigliole d’Asti, dove gran parte dei lavori è ferma da decenni. Al sindaco Ignazio Marino e al Comune di Roma si chiede infine il risanamento dell’ex cartiera di via Assisi. La struttura, si legge, è pericolosa e genera una situazione di degrado.

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