La richiesta di mostrare il biglietto. I calci e i pugni come risposta. Succede ancora una volta a bordo di un convoglio di TreNord, dove giovedì pomeriggio (25 giugno) un capotreno è stato aggredito da tre ragazzi italiani di origine maghrebina, due dei quali minorenni nati nel 1998. Succede a 13 giorni di distanza dai colpi di machete sferrati alla stazione di Villapizzone (periferia nordovest di Milano) da un gruppo di latinos appartenenti alla gang Mara Salvatrucha, che hanno quasi mozzato il braccio del ferroviere Carlo Di Napoli.

Sono le 16 e 30. Il treno è partito dalla stazione di Milano Porta Garibaldi, ed è diretto a Lecco. Ha lasciato da pochi minuti Monza. Il ferroviere, un 50enne di Vivate (Lecco), si avvicina ai tre. Chiede il titolo di viaggio. Loro rispondono di non averlo e iniziano a colpirlo con una scarica di botte. Il convoglio si ferma ad Arcore. I ragazzi cercano di scappare. Ma sul posto arrivano i carabinieri del nucleo radiomobile di Monza che riescono a fermarli: due di loro hanno piccoli precedenti per reati contro il patrimonio. La circolazione ferroviaria viene riattivata. Mentre i militari cercano di ricostruire l’esatta dinamica. Il treno ripartirà dopo 65 minuti, alle 17 e 26. Quando arriva a Lecco, il capotreno scende per farsi medicare. Per lui, solo lievi ferite al volto.

Dopo questa nuova aggressione, TreNord torna a chiedere maggiore sicurezza a bordo dei convogli. L’azienda ferroviaria lombarda sottolinea che dall’inizio del 2015 sta impiegando ogni giorno sui treni e nelle stazioni 63 operatori di security, il doppio rispetto al 2014, soprattutto nelle ore serali.

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