Michelle Obama ama la pasta e, come lei, molti americani: otto su dieci la mangiano una volta a settimana. Niente di inusuale, almeno fin qui: la first lady americana è arrivata all’Expo proprio per testimoniare l’importanza di un corretto stile di vita alimentare, accessibile e sostenibile, nel quale la pastasciutta si inserisce a pieno titolo.

Ad essere fuori dai canoni italiani è casomai il suggerimento di cottura della pasta dato dalla stessa Michelle Obama a un giornale statunitense: nella pentola a pressione. Una sbobba immangiabile, verrebbe da dire. E invece “no – ha affermato la first lady – rimane al dente”, aggiungendo che “grazie a questa tecnica si usano un ottavo del sale e un quinto dell’acqua rispetto alla cottura tradizionale. E non serve nemmeno l’olio”. La ricetta di Michelle è diventata la copertina del magazine di cucina Cooking Light, che si occupa di alimentazione sana: pomodoro, spinaci e spaghetti cotti nella pentola a pressione, per un piatto ‘gustoso, pronto in 30 minuti’. Per i tanti pronti a gridare al sacrilegio, vale forse la pena ricordare che alcuni chef italiani, come Davide Scabin, utilizzano il “metodo Michelle”. E in ‘casa Obama’ il ‘piatto preferito’ sono gli stringozzi alla carbonara con uova di quaglia, carciofi e tartufo.

Ama la pasta, la first lady, ma nel menù pensato per lo showcooking milanese, organizzato all’hotel Seven Stars, nessun primo piatto: pollo con prezzemolo e scaglie di grana servito in un letto di rucola e per un’insalata di cereali con orzo perlato, fregola, lenticchie e quinoa, quest’ultima considerata dai più l’alimento del futuro per le sue proprietà nutrizionali.

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