Quattro tassisti investiti da un autista Uber. Il fatto è accaduto nella notte a San Salvario, cuore della movida torinese. Il driver Uber, fermato dalla polizia, ha sostenuto di essere fuggito da un tentativo di aggressione da parte dei guidatori di taxi. Ma la versione di questi ultimi, ricoverati in ospedale e dimessi con prognosi fino a 10 giorni, è diversa. “Poteva essere una strage”, ha detto Federico Rolando, portavoce dei tassisti torinesi. Ma quest’ultima ricostruzione non convince del tutto gli investigatori. Del caso si occupa anche la Procura di Torino. L’inchiesta è stata affidata al pm Paolo Scafi.

L’episodio si è verificato all’angolo tra corso Massimo d’Azeglio e corso Marconi poco dopo le 4 di notte. “Mi hanno minacciato, volevano aggredirmi”, è la versione del driver di Uber, che sta sporgendo denuncia in Questura. L’uomo ha detto alla polizia di essere stato accerchiato dai quattro tassisti mentre faceva salire a bordo una signora. Ha premuto sull’acceleratore per paura.

Federico Rolando però, non è d’accordo: “I colleghi stavano attraversando la strada, non avevano ancora preso servizio quando sono stati investiti”. “Uno di loro- ha aggiunto – è rimasto agganciato all’auto e stato trascinato per alcuni metri. Nessuno lo ha aggredito – ha insistito il portavoce –  fatti come questo accadono perché una società illude le persone di avere un lavoro, mentre il governo nasconde la testa sotto la sabbia come gli strutti e permette a qualcuno di lavorare nella completa illegalità”.

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