Il sempreverde Dario Salvatori – critico musicale, 63 anni, una carriera iniziata con Renzo Arbore – contro il rapper 43enne Alessandro Aleotti, in arte J Ax, ex frontman degli Articolo 31 alla ricerca di una seconda giovinezza artistica, e soprattutto: giudice del talent show The voice of Italy in onda tutti i mercoledì su Rai2. Per sapere chi vincerà la sfida, bisogna aspettare le decisioni della procura di Milano, visto che a furia di dichiarazioni, in tv e sui social network, i due sono al centro di un’inchiesta giudiziaria.

È stato Salvatori a denunciare J Ax, che è indagato per diffamazione, dopo i botta e risposta cominciati esattamente un anno fa. Tutto ha inizio in un salotto televisivo: Le amiche del sabato. È il 24 maggio e si discute di The voice of Italy. Il critico musicale fa il suo mestiere, critica il talent e anche i giudici, spiegando come la pensa sul contenitore e sui contenuti: “Questo genere di trasmissioni avvantaggia solo i giudici che vedono ripartire le loro carriere e non i cantanti, che invece restano precari”.

Salvatori non si limita a sparare nel mucchio: la provocazione lanciata nel piccolo schermo è rivolta a J Ax. E il rapper – va da sé – decide di rispondergli per le rime. Un follower lo avverte su Twitter, J Ax cerca in rete la puntata, la guarda, poi scrive un lungo post sulla sua bacheca di Facebook. E così la lite, prima di approdare in procura, impazza sul web. “Ieri – scrive J Ax – mi stavo godendo il mio sabato pomeriggio quando su Twitter qualche mio fan scrive ‘Ax, Salvatori ha detto su Rai1 che è solo grazie al talent show se ti conoscono ancora’, cosa che ho trovato subito ironica visto che è solo grazie a Google se so quale faccia abbia Salvatori…”.

È dai tempi di Quelli della notte che Salvatori spicca per la vivacità del suo abbigliamento e le falde dei suoi cappelli, ma per il rapper milanese resta comunque una sorpresa: così lo definisce “vaccaro del Texas”, “zombie”, persino “morto di fuffa”. Le parole di Salvatori devono averlo ferito: “Quelli come lui – scrive – occupano il servizio pubblico come morti di fuffa, vivono dentro la tv italiana senza assolvere nessuno scopo pratico; esistono perché sarebbe più costoso e dispendioso adoperarsi per rimuoverli da lì… E la televisione italiana è piena di personaggi simili: continuano per inerzia finché non finiscono dimenticati e quindi cancellati”.

J Ax ha anche in mente il modo (artistico) per liberarsene: “Chi produce fuffa viene portato nel retro di un mattatoio e artisticamente terminato con l’aria compressa”. I fan sulla bacheca di Facebook apprezzano: “Grande zio”, “bella Ax”, “J Ax for President”. C’è chi lancia un hastag su twitter: #Chiminchiaèdariosalvatori. E c’è anche chi gli fa notare come, in realtà, le parole dell’opinionista televisivo non gli siano esattamente scivolate addosso: “L’hai presa bene, insomma”. La critica di J Ax, però, sembra eccessiva persino al critico Salvatori, che affida il caso al suo avvocato Armando Fergola e tutto finisce in procura. J Ax ha da poco ricevuto un avviso di conclusione indagine, atto che prelude solitamente a una richiesta di rinvio a giudizio, e all’eventuale processo.

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