“Ecco come andare in Italia con un grosso yacht di lusso”, si legge su un post in arabo pubblicato su Facebook. “Aria condizionata e nave a due piani. Perfetto per viaggi in famiglia e molto sicuro”. Frasi che sembrano confezionate da un’agenzia pubblicitaria o da reclame per le vacanze estive e invece sono l’ultima frontiera pubblicitaria degli scafisti di Egitto e Turchia: usare gruppi sul social network per pubblicizzare le loro traversate della salvezza verso l’Italia. Lo riporta il quotidiano inglese The Guardian, che svela quanti sempre più trafficanti usino le reti sociali per vendere i loro servizi: pubblicità e offerte alla luce del sole, con tanto di tariffario, orari di partenza e numeri telefonici dei “traghettatori”.

Nomi di community Facebook che evocano quelli di compagnie turistiche, con tanto di immagini di navi di lusso. E così in pochi click è possibile arrivare in community che dietro foto di yacht e descrizioni di vacanze da crociera, nascondono le ben note traversate dei migranti verso le coste italiane. Poca la paura di essere scoperti, visto che ogni pagina contiene numeri di riferimento a cui basta mandare un messaggio per avere maggiori informazioni. Ad esempio, per scoprire come nella maggior parte delle offerte, i bambini pagano la metà. L’inchiesta del Guardian lascia intravedere la presenza di numerose di queste pagine sui social.

Ma è possibile cercare sui social network anche indicazioni su come procurarsi un passaporto o un visto falso. Questi i servizi offerti da “Travel aid” (letteralmente “Aiuto per il viaggio”), cui fa eco il network turco “Asilo e immigrazione in Europa”, con l’eufemistico sottotitolo “Aiutiamo le persone in materia di immigrazione e asilo”. Ci sono poi gruppi dal sapore religioso, come “La strada verso l’Europa”, una community Facebook egiziana che ha come illustrazione della sua bacheca un’immagine di Mosè mentre divide le acque del Mar Rosso. L’esistenza delle pagine è garantita dal fatto che i contenuti illegali, sui social network, sono rimossi solo dopo segnalazione. Meccanismo che rende facile agli scafisti, una volta chiusa una community, aprirne in pochi giorni una successiva.

Pagine Facebook che consentono anche di tracciare le differenti strategie dei trafficanti. “A causa dei problemi con le rotte marittime dalla Turchia all’Italia, offriamo itinerari via terra attraverso Austria e Germania”, si legge su un nuovo annuncio pubblicato su un gruppo turco secondo il quotidiano inglese. Minimizzato ogni possibile rischio: “Il viaggio sarà sicuro”. Costo dell’operazione: 9mila euro. Prezzi elevati, se si considera che un viaggio dalla Turchia alla Grecia viene pubblicizzato 1.500 euro a persona, mentre se la meta ultima è l’Italia il prezzo sale a 6.500 euro (ma per i bambini è valida la tariffa a metà prezzo). Sempre dalla Turchia, riporta il The Guardian, un trafficante sotto le vesti di un agente di viaggio arriva a promettere che, prima di imbarcarsi nei porti turchi, le famiglie alloggeranno in hotel della sua compagnia. Poi, ecco pubblicato l’ennesimo post surreale su Facebook: l’immagine di alcune persone che prendono il sole sdraiate su una barca. E accanto il commento: “Tutti si divertono durante il loro viaggio verso l’Italia. E sono felici”.

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