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Il Brasile vieta la produzione e la vendita di foie gras: è il secondo Paese al mondo

Oltre al Brasile solo l'India ha disposto un divieto totale di produzione e vendita, mentre restrizioni limitate alla sola produzione sono già in vigore in Regno Unito, Germania, Italia, Australia e Argentina
Il Brasile vieta la produzione e la vendita di foie gras: è il secondo Paese al mondo
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Il Brasile diventa il secondo Paese al mondo, dopo l’India, a vietare la produzione e la vendita di foie gras su tutto il territorio nazionale. Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha promulgato una legge che impedisce di produrre, importare, esportare e vendere alimenti ottenuti attraverso il gavage, la pratica di alimentazione forzata utilizzata per ottenere il fegato ingrassato di anatre e oche, considerata una forma di maltrattamento animale. Infatti, il foie gras è prodotto dai fegati di anatre e oche ingrossati artificialmente attraverso l’alimentazione forzata, che prevede l’inserimento di tubi nelle gole degli animali per introdurre grandi quantità di cibo, causando sofferenza, lesioni esofagee, gravi problemi di salute e spesso la morte prima ancora di arrivare al macello.

La legge entrerà in vigore dopo un percorso politico durato 6 anni, durante i quali Animal Equality Brasil ha portato avanti una campagna che ha messo insieme indagini negli allevamenti e nei macelli, manifestazioni e iniziative di sensibilizzazione e pressione politica. Nel 2020 il senatore Eduardo Girão ha presentato il disegno di legge n. 90/2020, proprio quello che nei giorni scorsi è stato approvato. La legge entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale e prevede, per chi la violerà, la reclusione da tre mesi a un anno e il pagamento di una multa già prevista dalla normativa sui crimini ambientali legati al maltrattamento degli animali.

Il Brasile diventa quindi il secondo Paese al mondo a vietare completamente sia la produzione sia la vendita del foie gras, mentre restrizioni limitate alla sola produzione sono già in vigore in altri Paesi, tra cui Regno Unito, Germania, Italia, Australia e Argentina. Animal Equality ha parlato di un risultato “storico”, spiegando che il provvedimento è particolarmente rilevante in Brasile per il suo “ruolo centrale nell’industria zootecnica mondiale”. Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, ha commentato: “Il Brasile diventa un punto di riferimento per il benessere animale in America e dimostra che gli interessi commerciali non possono prevalere sull’etica e sulla volontà della società brasiliana. Ci auguriamo che questo risultato apra la strada a progressi analoghi anche in altri Paesi”.

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