Il petrolio che abbiamo in Italia varia da località in località, ma spesso è di tipo amaro, cioè ricco di impurità sulfuree e molto meno desiderabile del miglior petrolio che è dolce – cioè senza zolfo.

A volte ci sono fughe di idrogeno solforato dai pozzi direttamente dai pozzi in atmosfera. Altre volte le impurita sulfuree restano mescolate al petrolio estratto. Che farne? Occorre eliminarle. Di qui, la presenza dei cosiddetti Centri Oli sparsi per l’Italia, desolforatori che alla fine del ciclo chimico rilasciano scarti di idrogeno solforato in atmosfera.

Il più famoso di questi Centro Oli si trova in Basilicata, a Viggiano, sede di ogni sorta di misfatto ambientale. Un altro doveva sorgere ad Ortona, la città natale di mia madre – cortesia dell’Eni.

Era l’autunno del 2007. Una delle prime cose che feci per cercare di spiegare i mille motivi al no del Centro Oli di Ortona fu di scrivere un documento con i danni dell’idrogeno solforato per le popolazioni esposte a questa molecola – due atomi di idrogeno, uno di zolfo e di sigla chimica H2S.

Quel dossier è stato fatto circolare ampiamente e se avessi del tempo lo aggiornerei, ma credo che ormai ci sia una certa sensibilità verso questo “veleno ad ampio spettro”. Con il tempo mi è parso più proficuo parlare e scrivere di temi come airgun, fanghi, fracking e sismicità indotta di cui poco si parlava in Italia e che pian piano sono diventati di conoscenza collettiva.

Ecco allora solo uno dei piccoli corollari dell’H2S e della sua tossicità: il Saskatchewan, Canada centrale, dove la Canadian Broadcasting News qualche giorno fa manda un titolo “Sour gas from oil wells a deadly problem in southeast Saskatchewan – human and animal deaths linked to hydrogen sulphide emissions”.

Morti umane ed animali collegate all’H2S. Tragico no? E non è solo la stampa a dirlo, il governo regionale parla di emissioni spaventose di H2S dai pozzi di petrolio che sono a volte letali, oltre 1000 ppm. Qualche settimana fa, hanno analizzato 43 impianti dove hanno trovato livelli di H2S attorno ai 30mila ppm. Trentamila. Muori in un millisecondo. In un caso addirittura 150mila ppm. Dicono che è un problema grande e serio.

Beh, non ci vuole la laurea per capirlo.

In Massachussetts per dirne una, il limite legale di H2S è 0.0065ppm. Qui siamo a decine di migliaia di ppm!

Nelle praterie del Saskatchwan, dove si mescolano pascoli e pozzi, nel 2013 inziano a trovare vitelli morti a causa dell’H2S, con puzze di uova marcie dappertutto. Gli allevatori all’inizio non riuscivano a capire la connessione fra le morti e l’H2S. Chiamano il veterinario che dice che non si sono altre spiegazioni plausibili: è stato l’idrogeno solforato ad avvelenare questi vitelli. I petrolieri hanno anche risarcito gli allevatori con circa 1,200 dollari a capo per “la puzza ed il fastidio”.

Con il passare dei mesi, sono arrivate circa 60 notifiche presso gli uffici governativi della zona di puzze, problemi di respiro ed irritazione agli occhi, mal di testa, nausea e vomito.

Il giorno 22 Maggio 2014 muore Michael Bunz, 38 anni. Vendeva materiale chimico alle raffinerie e spesso andava a fare test vicino ai pozzi. Un giorno è andato sul campo e non è più tornato. Anche lui è morto all’istante. L’autopsia ha confermato che era morte era da H2S.

In passato i pozzi del Saskatchewan erano considerati dolci, ma pian piano che i campi maturano e che il petrolio migliore viene estratto, ciò che resta è sempre più amaro, di minor qualità, più ricco di zolfo, con più idrogeno solforato e più puzzolente. Occorrono maggiori trattamenti e in Saskatchewan non sono attrezzati. Non hanno progettato per il futuro, c’è il prezzo e la mancanza di risorse per costruirne e ovviamente scarsa attenzione da parte delle autorità.

Ma dopo le morti di vitelli e di persone, nel 2013 sono stati isepzionati 22 pozzi. 21 non erano a norma. Durante l’estate del 2014 sono stati identificati 84 siti critici per le emissioni di idrogeno solforato di cui il 70% aveva livelli troppo elevati di H2S. Ci sono 16 ispettori per un totale di 80,000 pozzi in tutto lo stato del Saskatchewan – è evidente che non ci riusciranno mai a ispezionare tutto.

Ecco, nonostante tutti gli insulti che adesso arriveranno, sono orgogliosa di non dover leggere – per ora almeno – “idrogeno solforato dai pozzi di petrolio – problema mortale in Abruzzo – morti umane ed animali collegate a emissioni sulfuree”.

In Saskatchewan, in Basilicata hanno saputo dell’idrogeno solforato solo dopo che le vite umane e animali ne erano state sommerse. In Abruzzo l’abbiamo saputo prima e non ci sono insulti che mi faranno desistere.

Qui foto e video dei vitelli e dei pozzi del Saskatchewan.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Ddl ecoreati, guai a criticarlo

next
Articolo Successivo

Matera, fanghi neri su spiaggia “adatta” per i bambini: “Puzzano di benzina”

next