Altro incidente a Monza. Un altro adolescente morto. Il conducente 26 enne dell’auto che l’ha travolto e ha immediatamente chiamato i soccorsi è risultato positivo al pre-test per gli stupefacenti. A dieci giorni di distanza dallo scontro tra cinque auto in viale Brianza, costato la vita a Elio Bonavita – 14enne che stava andando con la madre a una partita di calcio -, un nuovo incidente stradale ha coinvolto un ragazzo di 16 anni. Nella tarda serata di ieri (martedì 31 marzo), in via Visconti, il giovane è stato investito da un’auto mentre tornava a casa in bicicletta dopo una riunione con gli scout. A causa dell’impatto, è stato sbalzato sulla corsia opposta per oltre dieci metri. Il 16enne è stato ricoverato all’ospedale San Gerardo in condizioni gravissime e nella mattina di oggi ne è stata dichiarata la morte cerebrale. I genitori hanno dato il loro consenso per il prelievo degli organi. Le indagini sono affidate alla polizia locale, che sta cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Nel frattempo Giuseppe Cucca, senatore Pd, si è espresso su Radio1 sul testo di legge sull’omicidio stradale da lui redatto: “Il testo prevede l’introduzione di una figura autonoma: l’omicidio stradale. In realtà, l’omicidio stradale esiste già ma si applica soltanto come aggravante dell’omicidio colposo. Solo che, di fatto, la sua incidenza viene quasi annullata dalla concomitanza di circostanze attenuanti, facendo svanire l’effetto deterrente che, con il nuovo sistema, crediamo invece di introdurre. Deve essere chiaro – ha aggiunto Cucca – che il percorso per approvare la legge è avviato. Contiamo dunque di farla entrare in vigore prima dell’estate”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Muos, procura ordina il sequestro del sistema di comunicazioni militari Usa

prev
Articolo Successivo

“Circe della Versilia”, dopo 24 anni di carcere torna libera Maria Luigia Redoli

next