L’ex direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn chiamato dalla stampa DSK, torna davanti ai giudici per un nuovo scandalo a luci rosse, dopo quello che nel 2011 gli costò la poltrona e la carriera politica. Rientrato nel circuito “bancario” nel settembre 2013 nel Lussembrugo dovrà affrontare a Lille, in Francia, il giudizio per il cosiddetto “caso Carlton”, dal nome dell’hotel della città del nord della Francia che secondo l’accusa era al centro di un “circolo del vizio internazionale“, che organizzava festini hard e orge in Francia e Belgio, ma anche in lussuose camere d’albergo di New York, in cui una serie di donne erano reclutate per offrire sesso a chi partecipava.

Secondo gli inquirenti Strauss-Kahn non solo era uno dei più assidui frequentatori delle serate, ma ne era anche uno degli organizzatori, ed è per questo gli viene contestato il reato di “sfruttamento aggravato della prostituzione“.

Insieme a lui, davanti ai giudici devono sfilare gli altri imputati, tra cui un commissario di polizia, due gestori di hotel di lusso e soprattutto Dominique Alderweireld, alias ‘Dodo’, accusato di essere il principale ‘fornitore’ delle escort che animavano le serate da un lato e dall’altro dell’Atlantico. “Ho paura che DSK rovini la mia reputazione”, raccontava l’uomo al quotidiano locale La Voix du Nord. 

L’ex direttore del Fmi si è sempre proclamato innocente. Ha ammesso di aver partecipato a numerose serate, al Carlton di Lille e in altri alberghi, ma ha sempre negato di essere stato avvertito che le donne presenti fossero prostitute. Le accuse a suo carico, ha detto a più riprese, sono solo “delle pericolose e maliziose insinuazioni ed estrapolazioni”. Secondo diversi esperti giuridici interpellati dalla stampa francese, sembra difficile immaginare che sia condannato a una pena troppo pesante anche se si parla di una pena fino a 10 anni di reclusione. Sul curriculum di DSK pesa l’accusa di stupro della cameriera del Sofitel di New York Nafissatou Diallo, da cui fu assolto ma che lo costrinse a dimettersi dal Fmi e a rinunciare alla corsa all’Eliseo nel 2012.

Uno delle prime eccezioni che i giudici dovranno affrontare è la richiesta di uno degli avvocati della difesa secondo cui il procedimento andrebbe annullato poiché l’istruttoria sarebbe stata viziata da manovre politiche contro il suo assistito.

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