Israele, il ministro degli esteri Saar: “Stop contatti con la rappresentante Ue Kallas, ci paragona all’apartheid”
Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha annunciato in un post su X l’interruzione di ogni contatto con l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas. “Agisce ormai da tempo in modo ossessivo e con palese ingiustizia nei confronti dello Stato di Israele. Recentemente è stato reso noto che, durante la sua visita in Messico, ha paragonato Israele al regime razzista dell’apartheid che esisteva in Sudafrica. Sono grato ai numerosi rappresentanti eletti europei che hanno condannato questa grave dichiarazione. Tuttavia, ad oggi, da parte sua non è stata rilasciata alcuna smentita, chiarimento o risposta in merito a questa grave dichiarazione”, ha scritto Saar. “Pertanto”, ha aggiunto, “in qualità di ministro degli Esteri dello Stato di Israele non ho altra scelta che interrompere ogni contatto con la signora Kallas fino a quando non ritratterà la calunnia di cui ha accusato l’unico Stato ebraico al mondo, che è anche l’unica democrazia del Medioriente”. “E questo è proprio ciò che sto facendo”, ha concluso.
A cosa si riferisce Sa’ar? A un servizio pubblicato da Euractiv.com, poi ripreso anche da diversi media internazionali, che ha raccontato la visita dell’ex primo ministro estone a Città del Messico dal 20 al 22 maggio. Durante incontri a porte chiuse con rappresentanti del governo messicano, Kallas avrebbe “paragonato il trattamento riservato da Israele ai palestinesi a Gaza e in Cisgiordania alle politiche razziste di apartheid del Sudafrica, terminate all’inizio degli anni ’90”, ha riferito il portale il 12 giugno.
Euractiv ha riferito di aver raccolto i racconti di funzionari e diplomatici presenti all’incontro secondo cui Kallas aveva descritto con grande commozione la visita avvenuta lo scorso anno in Sudafrica e al museo dell’apartheid nella capitale, Johannesburg, dove vigeva una rigida politica statale di segregazione razziale forzata tra bianchi e neri che durò dal 1948 ai primi anni ’90, prima di essere abolita da figure come Nelson Mandela. Questa affermazione costituisce anche la base del ricorso presentato alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia in cui il Sudafrica sostiene che Israele abbia violato i propri obblighi ai sensi della Convenzione sul genocidio a Gaza.
La risposta di Kallas non si è fatta attendere: “Caro Gideon – ha scritto su X l’Alto rappresentante Ue senza smentire il retroscena sulla sua visita in Messico -, come sai, l’Ue e Israele hanno molti punti in comune. Apprezzo il nostro dialogo e il nostro impegno, e sono disponibile a proseguire in questo spirito, con rispetto e in modo costruttivo. Il dialogo è il fondamento della diplomazia, soprattutto quando sorgono divergenze. L’Ue è da sempre impegnata a mantenere una relazione costruttiva con Israele”. “Per portare la pace in Medio Oriente, la soluzione dei due Stati rimane l’unica strada percorribile – ha proseguito Kallas -. L’Ue ha condannato gli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania, che rendono sempre più difficile il raggiungimento di tale obiettivo. Questa è la posizione dell’Ue“.