Cultura

Modena, rubata un’opera del Guercino: “Può valere tra i 5 e i 6 milioni”

A essere scomparsa dalla chiesa di San Vincenzo, a due passi dal tribunale, la "Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo", una pala d'altare di quasi tre metri del 1639. Da settimane le chiese della provincia erano nel mirino dei ladri: erano spariti calici, candelabri, arredi sacri e quadri di scarso valore. Sgarbi: "Com'è possibile che non ci fosse un sistema d'allarme?"

di RQuotidiano

Il furto notturno di un quadro dal valore inestimabile del Guercino è stato scoperto a Modena. Dalla chiesa di San Vincenzo in corso Canalgrande è sparita la “Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo”, olio su tela di 293×184,5 centimetri datato 1639. Era stata esposta fino a pochi giorni fa alla reggia di Venaria Reale di Torino. A dare l’allarme è stato il parroco. La chiesa, tra l’altro, si trova a due passi dal tribunale e dalla Procura. Il furto del quadro del Guercino dalla chiesa di San Vincenzo a Modena è certamente il più grave subito dal patrimonio artistico diocesano e cittadino negli ultimi decenni.

Ma da settimane le chiese della provincia sono in balia dei ladri: da Polinago a Palagano, passando per Formigine, Fiorano e Frassinoro, molte chiese parrocchiali e frazionali sono state saccheggiate di calici, candelabri, arredi sacri e quadri di scarso valore artistico. Tanto che la diocesi era in allarme ed erano state intensificate le misure di sicurezza, per quanto possibile, nei luoghi di culto, soprattutto i più isolati.

Felice Maniero che riuscì a rubare quattro quadri dalla Galleria civica di Modena, tra cui il ritratto di Francesco I del Velàzquez e dipinti del Correggio. Lo stesso boss della mala del Brenta li fece poi ritrovare. “E’ una pala d’altare con un San Gregorio meravigliosamente abbigliato, un’opera monumentale della prima maturità dell’artista. Può valere tra i 5 e i 6 milioni di euro” dice Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte punta il dito contro le istituzioni, alle quali attribuisce una “responsabilità grave”: “In quella chiesa non c’era un sistema d’allarme: come è possibile che la soprintendenza abbia permesso che un’opera così preziosa rimanesse lì senza sicurezze?”.

Per Sgarbi si tratta di un furto clamoroso e al tempo stesso inspiegabile poiché, a suo avviso, la tela è invendibile: “Non ci può essere un committente, nessun museo e nessun privato la comprerebbe mai. Secondo me questo furto può essere solo opera di una banda di stranieri inconsapevoli, gente che non sa nulla delle leggi di mercato e che forse pensa di chiedere un riscatto”. 

(foto in alto dal sito del Comune di Modena

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