Esordio dolceamaro quello della conversazione domenicale tra Marco Pannella e Massimo Bordin, nel tradizionale appuntamento su Radio Radicale. Dopo l’appello lanciato dai medici, il leader dei Radicali ha deciso di sospendere lo sciopero della fame e della sete, ma solo per 24-36 ore, a causa di un nodulo ai polmoni. E ai microfoni dell’emittente romana, racconta dettagliatamente il suo status di salute. “Dovranno fare una biopsia, Marco”, puntualizza Bordin, che indossa una t-shirt azzurra con la scritta “Liberi tutti” e mostra un piglio di docile arrendevolezza alla fiumana verbale del politico. “L’hanno già fatta” – replica con il suo proverbiale impeto Pannella – “Si prevede che ci vogliano dai 9 ai 10 giorni. Parliamoci chiaro: c’è l’ipotesi che si tratti di un fatto tumorale. Ora che ho 85 anni è sorta questa necessità di appurare e di poter intervenire su questo. Paradossalmente” – continua – “sono più preoccupato per un forte dolore nella zona renale, su cui i medici non hanno saputo dir nulla. Magari è una stronzatina muscolare, però, per come sono fatto, se so che ho una cosa grave e so che esiste, non mi preoccupo, me ne occupo“. A virare la rotta della conversazione ci pensa Bordin, il quale insinua ironicamente che la camicia indossata da Pannella sembra più stretta. Il registro del dialogo poi riprende gli antichi e briosi ritmi: le gustose scaramucce tra i due, i convulsi boccheggi di nicotina, le gaffe del politico, le rintuzzate e i borbottii del giornalista, gli elementi esterni di disturbo come la persistente segreteria telefonica del cellulare di Pannella che irrompe durante la trasmissione, il lancio imprevisto dell’accendino di Bordin all’amico. E a questo punto l’ex direttore di Radio Radicale commenta, quasi piccato: “Come vedete, c’è il nostro consueto scambio di accendini. Noi qui facciamo gli spiritosi, vabbè… lasciamo perdere“. Tra gli argomenti affrontati, spicca quello dei 12 referendum abrogativi dei Radicali, iniziativa sulla quale Pannella vorrebbe coinvolgere Berlusconi, anche in virtù dell’avvenuta assoluzione nel processo Ruby. Bordin non si mostra entusiasta, ma il leader radicale, citando anche Renzi, definito “il giovane miracoloso di regime”, non demorde: “Se solo il Berlusca riuscisse ad ascoltarci, senza dar retta ai suoi Verdini, Verdoni e altre cose, in un mese potremmo raccogliere 500mila firme. L’altra volta hanno fottuto lui, lì all’interno di Alitalia (Forza Italia, ndr)“. E menziona il “Renato veneziano” (Brunetta) e “il seriale” (Alfano). Viene citato anche Daniele Capezzone, sul quale Pannella osserva: “Quando je davano un cazzotto, mi incazzavo e dicevo: ‘A questo stronzo così lo fate diventare un martire’“. Schermaglia finale sulla questione israelo-palestinese, riguardo alla quale il politico fa qualche confusione su Hamas. Alle precisazioni puntuali di Bordin, si arrende: “Sì, insomma, ci siamo intesi su quello che è” di Gisella Ruccia

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