Una nuova legge che permetterà a bambini di soli 10 anni di essere legalmente assunti o di iniziare un’attività lavorativa. E’ quanto ha deciso il governo di Evo Morales, che oggi ha detto sì a una nuova legge che diminuirà l’età minima dei bambini lavoratori da 14 a 10 anni. Il Parlamento ha approvato il provvedimento all’unanimità, ponendo come clausola il fatto che – nonostante la modifica dell’età dei piccoli dipendenti – i datori di lavoro dovranno comunque continuare a garantirne la salute fisica e mentale, evitandone lo sfruttamento.

Primo politico a commentare il cambiamento nella legislazione è stato Adolfo Mendoza, uno degli sponsorizzatori del progetto. “Attualmente il limite definito dal Codice per l’infanzia e per l’adolescenza è di 14 anni e resterà tale. L’unico cambiamento, è il fatto che la nuova legge ne consente eccezioni”. Questo significa che “se saranno rispettati alcuni criteri giuridici” i bambini boliviani potranno iniziare a lavorare come dipendenti dai 12 anni e come lavoratori autonomi dai 10. La conditio sine qua non è che ci dovrà essere la prova della piena volontà del bambino di entrare nella vita lavorativa, oltre ad avere il consenso dei genitori e del difensore civico. Già la legge precedente, che marcava il limite minimo ai 14 anni, aveva suscitato diverse proteste e manifestazioni. Ma Javier Zavaleta, l’altro senatore boliviano sostenitore della legge, ha definito questo passaggio indispensabile per sradicare la povertà estrema dal Paese entro il 2025. Tra le novità introdotte dal provvedimento, nuove politiche rispetto all’adozione dei minori, e una pena fino a 30 anni di carcere per infanticidi violenti. Sulla legge, si attende ora la firma del presidente Evo Morales.

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