Spesso e volentieri si parla di riforme e nello specifico della Riforma della giustizia, ma quasi mai si arriva ad un risultato utile per il cittadino. La cosa principale per migliorare la Giustizia in Italia è renderla per prima cosa accessibile al cittadino. Infatti, poco si discute dei continui aumenti delle spese che bisogna affrontare per incardinare una causa civile. Il contributo unificato, ossia la tassa che bisogna pagare per iscrivere a ruolo una causa civile, viene continuamente aumentato. Il governo, con il Decreto Legge 24 giugno 2014 , n. 90, art. 53, ha aumentato la tassa del 15% in generale. Ad esempio se prima per una causa civile di valore compreso tra euro 5.200 e 26.000 euro si doveva pagare un contributo unificato di euro 206 ora si dovrà pagare 237 euro. Oltre a questo si aggiunga anche l’aumento della marca da bollo che deve essere allegata all’iscrizione a ruolo della causa civile. Con la legge di stabilità il valore della marca da bollo è passato da 8 euro a 27 euro. Insomma un aumento corposo che colpisce direttamente il cittadino e la sua possibilità di accedere al sistema Giustizia.

E’, quindi, facilmente comprensibile che la prima cosa da fare sarebbe invertire questo mal costume di aumentare continuamente le spese di accesso alla Giustizia. A questo punto, il cittadino si aspetterebbe di pagare di più per ottenere almeno un servizio pubblico efficiente. Ma come al solito non è così. Per chi non ha mai avuto occasione di confrontarsi con il sistema della Giustizia italiana viene difficile capire le varie lungaggini ed incertezze. Una delle tante riforme sulla giustizia tanto sbandierate per velocizzare il processo civile è la mediazione civile obbligatoria. Una riforma poco utile e attuale. Si dice al cittadino. Prima di fare una causa ordinaria sei costretto a provare una mediazione contro la tua controparte. Nella prassi si tramuta solo in una perdita di tempo e soldi. Infatti, se la controparte non vuole mediare potrà farlo semplicemente non presentandosi. Finita la procedura obbligatoria di Mediazione. Tempo e soldi persi. Il sistema giustizia merita di essere affrontato in maniera trasparente e da persone che vivono i problemi tutti giorni e vedono con mano come funzionano i tribunali. Tribunali che in Italia sono rimasti in pochi territori. Ricordiamo, infatti, che il governo Monti ha attuato la riforma voluta dal governo Berlusconi circa il taglio delle Sezioni distaccate dei Tribunali Italiani e delle relative Procure della Repubblica.

Quindi una situazione molto complicata ed articolata. Le riforme servono se vanno incontro ai veri problemi del sistema e se li affrontano dal di dentro con competenza. Gli organici sempre sottodimensionati, poi, di certo non aiutano. Molto spesso pochi giudice hanno una mole di cause da gestire enorme. E le conseguenze sono molteplici. Pertanto, le riforme sono utili e doverose, ma occorre guardare nella giusta direzione. Per troppo tempo si parla di Giustizia in maniera errata e mai utile. Per vent’anni abbiamo sentito parlare solo di leggi ad personam utili solamente per salvare le poltrone e la carriera politica di molti. E solamente del processo penale. Mai, però, in favore delle vittime dei reati. Solo e sempre per facilitare gli imputati. Insomma da un sistema garantista ad un sistema di impunità. E su questo tema la riforma sarebbe semplice. Aumentare le tutele alle vittime dei reati. Il resto solite chiacchiere. Per ora il governo ha detto di voler aprire il giusto confronto. Vedremo in seguito dove si vorrà intervenire veramente.

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