Una rivelazione che, se confermata, rischierebbe di influire non poco sulla campagna elettorale per il prossimo rinnovo della presidenza Fifa. Secondo quanto rivelato dal Sunday Times, infatti, i 25 componenti del comitato esecutivo si sarebbero raddoppiati in gran segreto gli stipendi, passati da 100mila a 200mila dollari all’anno (più benefit vari). Dopo lo accuse di corruzione per i Mondiali del 2022 in Qatar, quindi, una nuova bufera si è abbattuta sulla federcalcio mondiale e sul suo numero uno Joseph Blatter, in corsa per il quinto mandato al vertice del massimo organismo mondiale del pallone.

Se la notizia del Times fosse confermata, si tratterebbe di colpo non da poco sulla credibilità della Fifa, che da poco – con comunicati in pompa magna e grandissima rilevanza mediatica –  aveva da poco adottato nuove regole sull’etica, prima fra tutte la tanto ventilata cancellazione dei ricchi bonus a sei cifre per ogni Coppa del Mondo. Già in questo caso, però, non è oro tutto quel che luccica, tanto che i tabloid inglesi hanno subito svelato il trucco. Il ‘taglio’ dei benefit, infatti, a quanto pare sarebbe compensato con un escamotage non proprio elegante: la Fifa avrebbe diversi conti in una banca svizzera da cui i dirigenti possono prelevare corpose somme cash. A provarlo, secondo il Times, ci sarebbero alcuni i documenti usciti direttamente dai cassetti della Fifa. I prelievi cash, oltretutto, si aggiungono ai ricchi rimborsi spese di cui possono disporre i membri del comitato esecutivo: viaggi gratis in business class per le trasferte, i soggiorni in hotel a cinque stelle extra lusso e pasti luculliani in ristoranti di lusso. Il raddoppio dello stipendio in gran segreto, quindi, appare come la ciliegina sulla torta di una credibilità davvero ai minimi storici. E che neanche la buona riuscita dei mondiali in Brasile riuscirà a rinvigorire.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Mondiali Brasile 2014: un giustiziere di nome Ruiz

prev
Articolo Successivo

Mondiali 2014, la Fifa lancia l’allarme: Brasile-Camerun sotto osservazione

next