Egregio Direttore, nonostante abbia operato nella Polizia di Stato per 40 anni e che per 25 anni abbia svolto attività sindacale all’interno della stessa, mi vergogno per quello che è accaduto al congresso del Sindacato Autonomo di Polizia di Rimini, dove sono stati applauditi per cinque minuti i poliziotti, tristemente noti per essersi resi responsabili della morte del giovane Federico Aldrovandi.

Quei poliziotti/sindacalisti hanno dimostrato rozzezza, insensibilità e mancanza di cristiana pietà per quel povero giovane e la madre, Patrizia Moretti che, con indomito coraggio, ha difeso la memoria del figlio Federico. Non ha chiesto vendetta ma rispetto per il figlio che le è stato strappato, senza una plausibile ragione, a soli 19 anni. Ancora una volta i poliziotti hanno perso un’occasione per chiedere umilmente perdono per un’azione di cieca violenza, che non era giustificata da nulla.

Se i poliziotti non avranno l’umiltà di fare delle serene autocritiche e di ammettere le proprie colpe (tutti possono sbagliare) non usciranno mai da questa spirale di violenza che, purtroppo, periodicamente riemerge. Non vanno dimenticati i crimini della “Uno bianca” , le assurde violenze di Genova e tanti altri episodi “minori”, che spesso hanno determinato la morte di inermi cittadini. I congressisti del S.A.P. non si sonno resi conto che le loro inspiegabili manifestazioni di solidarietà, oltre ai colleghi già condannati per la morte di Aldrovandi, danneggiavano tutta la Polizia.

C’è chi sostiene che è necessaria una più moderna e sofisticata tecnologia che tuteli contemporaneamente sia i poliziotti che i cittadini. Credo, invece, che sia un fatto culturale. I tutori dell’ordine devono convincersi che non sono stati mandati da Dio per manganellare i cittadini, ma per difenderli. So che non è facile e che possono trovarsi davanti a situazioni particolarmente difficile e che può verificarsi anche l’imponderabile. Proprio per questo devono dimostrare nervi saldi e non rispondere con rabbia e violenza ad eventuali provocazioni.

Ricordo che i Romani dicevano: “Nemen ledere”. Pur comprendendo i rischi e le difficoltà dei poliziotti, li esorto a convincersi che sono al servizio dei cittadini, i quali si aspettano da loro il rispetto delle persone e della legalità. Concludo esprimendo la mia totale ed incondizionata solidarietà alla madre di Aldrovandi che, in questi anni, ha dimostrato un coraggio ammirevole. Spero che la sua azione sia servita anche a far fare ai poliziotti delle costruttive riflessioni.

Rolando Balugani

Fondatore Sindacato Autonomo di Polizia

Presidente Onorario Consap

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