Voleva diplomarsi quest’anno con la medaglia d’oro (massimo dei voti in tutte le materie) ma l’insegnante di geografia non lo avrebbe aiutato a conquistare questo risultato. Sarebbe questo, secondo alcuni media russi, il motivo che ha spinto uno studente di circa 16 anni ad un blitz armato nella sua scuola, alla periferia a nord di Mosca, in cui sono morti il docente di geografia e un poliziotto, mentre un altro agente è rimasto ferito.

Il giovane, armato di fucile, ha preso in ostaggio venti allievi di 15 anni per poi liberarli poco dopo, minacciando alcuni insegnanti. L’autore del blitz è stato catturato dalla polizia e subito interrogato. A convincere il giovane ad arrendersi liberando tutti gli ostaggi è stato il padre.

Le forze dell’ordine sono entrate in azione quando qualcuno all’interno dell’edificio è riuscito ad azionare l’allarme. Ma quando sono arrivati gli agenti il giovane ha aperto il fuoco, ferendo due poliziotti, uno dei quali è morto poco dopo. La polizia ha subito circondato il perimetro della scuola, dove è arrivato anche un elicottero.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Bahrain, i manifestanti continuano a morire

prev
Articolo Successivo

Israele, docente critica l’esercito in classe e rischia di essere licenziato

next