“Questi devono rimanere in disparte, come un bambino grasso che gioca a palla”. Un trader di Bank of America ha definito così in una email a un collega, secondo un documento del dipartimento di Giustizia, i mutui particolarmente rischiosi che le banche americane hanno legato ai titoli da vendere ai risparmiatori nel 2008 senza garanzie, consapevole che si trattava di “spazzatura tossica“. Washington ha avviato quindi un’azione legale contro la banca, accusandola di avere ingannato i consumatori per un valore complessivo di 850 milioni.

Non solo. Il dipartimento di Giustizia ha fatto partire un’inchiesta penale anche nei confronti di Jp Morgan per i titoli “scadenti” venduti prima della crisi finanziaria, fra il 2005 e il 2007. La banca ha riconosciuto per la prima volta l’esistenza delle indagini nei documenti trimestrali depositati alle autorità di controllo, spiegando che l’ufficio del procuratore per l’Eastern District della California è arrivato alla conclusione che la banca ha violato le leggi federali vendendo tali titoli. I procuratori federali di Philadelphia stanno ora controllando se l’istituto di credito ha effettivamente ingannato gli investitori convincendoli ad acquistare titoli che non valevano nulla, nascondendo il rischio effettivo.

Jp Morgan, ritenuta una volta la punta di diamante di Wall Street, è finita sotto i riflettori delle autorità di vigilanza negli ultimi anni, attirando l’attenzione di otto agenzie federali, un’autorità di vigilanza statale e due Paesi europei. Anche a causa del buco miliardario annunciato a maggio 2012, provocato dalle scommesse azzardate su derivati. La banca, per far fronte alle cause, ha aumentano così i costi legali, mettendo da parte 678 milioni in riserve per contenziosi legali nel secondo trimestre, rispetto ai 323 milioni dollari dello stesso periodo di un anno fa.

L’intervento del dipartimento di Giustizia nei confronti delle due banche è l’ultimo messo in atto dalla task force istituita dal presidente Barack Obama a ottobre dell’anno scorso per smascherare i colpevoli della crisi finanziaria del 2008. Le prime vittime, alla fine dell’anno, sono state Credit Suisse e Bers Bearns, controllata di Jp Morgan. Il procuratore generale di New Yok, Eric Schneiderman, ha accusato quest’ultima di avere venduto titoli “scadenti” tra il 2005 e il 2007 che hanno fatto perdere circa 22,5 miliardi agli investitori.

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