La notizia di fatti come quello accaduto ieri sera a Monteforte Irpino stimola la produzione di un cocktail di pensieri, proiettato nel cervello lentamente, visto il rallentamento cagionato dallo choc.

Le immagini di tante vite spezzate all’improvviso, dopo un volo di trenta metri, rendono piccolo piccolo ogni tentativo di dare una giustificazione razionale a ciò che l’oggi ed il domani riservano. La mamma e il papà che portano i figli a fare una gita fuori porta, il pensionato che si concede un piccolo viaggio per distrarsi dalla routine: tutto schiantato tragicamente in una scarpata, senza possibilità di reazione alcuna al destino che ha deciso inappellabilmente per tutti.

Per una attimo ci si immedesima nei soccorritori giunti sull’A16 a recitare mestamente la propria parte, sullo sfondo uno scenario apocalittico in cui svolgere il proprio lavoro. Cosa avrà pensato il primo medico arrivato sul posto lungo la sua corsa in moto? E i vigili del fuoco? Ed i volontari? Impotenza, impossibilità, nonostante l’impegno, di salvare il salvabile, consapevolezza che ciò che è stato non è governabile. O almeno non lo è nel nostro tempo.

Si chiudono gli occhi per ascoltare, anche da chilometri di distanza, il lamento straziante dei parenti e degli amici delle vittime: un pugno nello stomaco di domenica sera destinato a rivoluzionare la storia di una famiglia e quella personale di ogni individuo trafitto dall’inatteso dolore.

I notiziari ed i giornali non parlano d’altro, il Paese si ferma attonito a meditare: è una meditazione, però, che può insegnare ben poco, anche alla luce delle prime ipotesi che sembrano pendere verso un guasto meccanico difficilmente prevedibile.

C’è solo condivisione, desiderio quasi puerile di voler piangere tutti insieme, di abbracciarsi e farsi forza per trovare energie necessarie alla continuazione della propria vita. Già, perché la loro, quella dei malcapitati, è finita ieri sera: per gli altri, invece, quasi a volersene infischiare di tutto, il viaggio prosegue inesorabile.

 

Davide Marciano

_______________________________________________________

 Il blog Utente Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.itsottoscrivendo il nuovo abbonamento Utente Sostenitore.
Tra i post inviati Peter Gomez e la redazione selezioneranno quelli ritenuti più interessanti. E ogni giorno ne pubblicheranno uno. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio.

Se vuoi partecipare sottoscrivi un abbonamento volontario. Potrai così anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione, mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee, sceglierai le inchieste che verranno realizzate dai nostri giornalisti e avrai accesso all’intero archivio cartaceo.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Roma, l’accusa dei Muse: “Pagate tangenti per i fuochi d’artificio all’Olimpico”

next
Articolo Successivo

Regione Lombardia, disoccupati alla “scuola” di un condannato per armi

next