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M5S, l’assemblea eletti: “Entro 10 giorni restituiremo diaria e indennità allo Stato”

Dopo la riunione congiunta tra senatori e deputati del Movimento 5 Stelle, lo staff annuncia che i soldi a cui hanno rinunciato saranno rispediti indietro nel giro di poco tempo. Le voci di malumori interni restano, ma i capogruppo Nuti e Crimi respingono ogni dubbio
M5S, l’assemblea eletti: “Entro 10 giorni restituiremo diaria e indennità allo Stato”
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La diaria non rendicontata e l’indennità saranno restituite entro dieci giorni con un bonifico allo Stato. E’ l’argomento sul quale hanno rischiato di spezzarsi e che ancora tanto fa discutere, ora però il Movimento 5 Stelle esce compatto dalla riunione congiunta tra senatori e deputati. O almeno così dicono i diretti interessati. “Come promesso” si affrettano a far sapere dallo staff di Montecitorio. E quindi: “Restituiremo i soldi a cui abbiamo rinunciato. Solo per l’indennità si parla di circa 200mila euro al mese. I partiti ci hanno impedito di aprire un conto istituzionale e hanno bocciato tutte le nostre proposte di fondi cui destinare le eccedenze degli emolumenti”.

“La decisione è stata votata”, spiega lasciando l’assemblea il neo capogruppo alla Camera, Riccardo Nuti, “ed è stata assunta dalla stragrande maggioranza dei presenti”. Stragrande maggioranza che, evidentmente, non significa unanimità. “Non abbiamo ancora deciso in quale conto andare a indirizzare il nostro bonifico” poiché ci sono varie opzioni “ad esempio un conto del ministro dell’Economia, della Tesoreria centrale, ecc.”. L’assemblea non si è però pronunciata sul conto corrente da aprire a nome del Movimento e dove far confluire il denaro non speso. Nuti ha riferito inoltre che all’assemblea di oggi non era presente Alessandro Furnari, il deputato dissidente dato in uscita dal gruppo.

Cercano di tranquillizzare i giornalisti, ma anche i tanti del gruppo che negli ultimi giorni stanno manifestando malumori. Tutti restiuiranno i soldi, dicono a microfoni aperti, ma il timore è che al momento della consegna degli scontrini qualcuno possa disertare. Gli eletti critici sono i primi sospettati. Accusati di volersi tenere i soldi, potrebbero pensare di andarsene al momento decisivo. Chi cerca di mostrare tranquillità è Vito Crimi, capogruppo al Senato fino al 16 giugno, “Tra dieci giorni restituiremo la parte eccedente dei nostri stipendi. Al momento in cui si verserà nelle casse dello Stato il non speso fugheremo ogni dubbio. Non credo ci saranno defezioni e che qualcuno abbia preso in considerazione l’eventualità di non restituire la parte eccedente della diaria. Se questo avverrà vedremo chi si vuole tenere i rimborsi non spesi. Ma non credo che ci saranno defezioni” ha concluso il senatore.

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