L’unico sorriso oggi ad Atene è della Borsa che ha aperto il rialzo dello 0,49 per cento. Perché il voto della notte scorsa in Parlamento, con scene di sputi fra deputati e urla isteriche, dopo una seduta fiume di sedici ore, scontenta tutti e individua un solo “capo espiatorio”, come titolano oggi quasi tutti i quotidiani locali, che non si sa con certezza se e quando sarà condannato.

Nella Grecia post memorandum che si impoverisce ogni giorno di più, con la gente comune che nelle strade ateniesi cerca il cibo nei cassonetti della spazzatura, dalla Camera ecco arrivare il sì alla commissione di inchiesta per il solo ex ministro delle Finanze socialista Giorgios Papacostantinou, accusato di aver celato la lista Lagarde degli evasori, oltre che di aver depennato quattro suoi parenti, tra cui il marito di una sua nipote, il noto commerciante di armi Roussios, “socio” di Akis Tsogatsopulos, l’ex braccio destro di Papandreou senior, arrestato lo scorso maggio per una maxi frode da 100 milioni di euro (e su cui hanno indagato i due pm che hanno scoperchiato il vaso di Pandora degli evasori ellenici).

“Salvi” invece l’altro ex ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, attualmente leader del Pasok e vicepremier in pectore, e i due ex premier Papandreou e Papademos, sotto i cui esecutivi la lista è giunta ad Atene per corriere diplomatico inviato dall’allora ministro delle finanze francese Christine Lagarde. Ma che due i titolari delle finanze hanno ammesso in un’udienza pubblica in commissione reati finanziari della Camera, di non avere protocollato, suscitando l’indignazione della stampa, solo quella internazionale, fatta eccezione per il direttore del settimanale greco Hot Doc, Kostas Vaxevanis, il primo a pubblicare integralmente i duemila nomi della lista, dopo che la stessa era circolata nelle redazioni di alcuni quotidiani europei. E subito dopo arrestato e processato per direttissima (assolto in primo grado, ora in attesa dell’appello), con una mobilitazione mondiale su twitter anche di nomi di peso come la blogger cubana Yoani Sánchez.

Nello specifico 256 deputati hanno votato la proposta dei tre partiti di maggioranza che sostengono il governo (conservatori di Nea Dimokratia, socialisti del Paskok e democratici del Dimar) per incriminare il solo Papaconstantinou di falsificazione di documenti e cattiva condotta. La commissione parlamentare dovrebbe presentare le sue conclusioni entro il 25 febbraio 2013. Ma le opposizioni non ci stanno, perché considerano Papacostantinou appunto solo un capro espiatorio, dal momento che come molti alti funzionari dello Sdoe, il servizio nazionale crimini finanziari, hanno testimoniato ai due pm che indagano sul caso da un biennio, tutti sapevano.

Il riferimento è ai due ex primi ministri, il tecnico Lucas Papademos (uomo di Goldman Sachs) in carica dal novembre 2011 al maggio 2012 e soprattutto il socialista Giorgios Papandreou, la cui madre Margareth è tra l’altro è presente nella lista, con la cifra monstre di 500 milioni di euro. I suoi legali si sono subito affrettati a dire che quei denari non sarebbero espressi in euro ma in dracme, con il risultato di aprire una vera e propria voragine (anche di sollevazione popolare) in un pertugio che, è utile ricordare, è stato scardinato per la prima volta dai reportage dell’inchiestista Sokratis Giolias, 32enne freddato nel 2010 con dodici colpi da un fantomatico gruppo rivoluzionario. Ma che in molti, oggi, collegano alle prime voci proprio dell’esistenza della lista Lagarde. Inoltre il legame tra Papacostantinou e Papandreou è lontano nel tempo, non fosse altro perché entrambi insegnano alla prestigiosa università di Harvard, dove viene formata la stragrande maggioranza della classe dirigente greca, lo stesso premier conservatore Samaras era compagno di stanza di Papandreou.

Inoltre Evangelos Venizelos, prossimo vicepremier e capo del partito socialista del Pasok, ha negato più volte di sapere dove fosse la lista, dicendo di non averla fatta protocollare. E ha provocato la reazione sdegnata delle opposizioni quando, durante in suo intervento nella lunga notte della Voulì ellenica, ha ammesso di custodire nella propria abitazione privata i piani di difesa nazionale. Ma come, gli hanno fatto notare il leader del Syriza e quello di Alba dorata, come mai allora la Lista Lagarde è misteriosamente scomparsa? Non rientra anche quella fra i documenti sensibili di rilevanza nazionale?

Proprio il partito guidato dal giovane Alexis Tsipras aveva presentato una proposta di commissione di inchiesta per i soli ex ministri, mentre i Greci Indipendenti, in coppia con i neonazisti di Alba dorata, avrebbero voluto incriminare anche i due ex premier. Il leader Panos Kammenos, tra l’altro, nel suo concitato intervento in cui accusa l’ufficio protocolli della Camera di non avergli consentito di presentare la sua mozione nella serata di ieri (pare l’ufficio fosse chiuso già alle ore 21), ha citato i reportage del Ilfattoquotidiano.it proprio sulla composizione della Lista, in cui figura uno dei principali consulenti economici del premier Samaras, Stavros Papastravrou. Gli articoli sono stati acquisiti agli atti della Camera.

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