Quattro amici, cinque carte a testa, panno verde e tavolino quadrato. Sono ormai lontani i tempi del pokerino di Natale all’italiana.

Oggi si gioca a Texas Holdem online e dal vivo, legalmente nei casinò, più o meno legalmente nei circoli. Si perché la normativa è praticamente assente e quello che viene considerato dalla legge un gioco di abilità se giocato online, diventa inspiegabilmente d’azzardo se giocato live.

Eppure ci sono centinaia di circoli in Italia che da anni organizzano ogni sera tornei per tutte le tasche dando lavoro a migliaia di persone. Ogni tanto qualcuno viene chiuso, poi viene riaperto, alcune questure sono tolleranti, altre no. Ma la voglia di giocare rimane sempre la stessa.

Lo Stato lo ha capito e da qualche tempo sta cercando di regolamentare un settore che gli assicurerebbe un gettito considerevole, ma finora è stato un percorso ad ostacoli in cui ogni volta che il traguardo sembrava vicino la linea di arrivo veniva posta più lontano.

Nella notte però è giunta una buona notizia per tutti gli addetti ai lavori e gli amanti del poker live da parte della Commissione Bilancio del Senato, che ha approvato un subemendamento che abroga quanto previsto nel “Milleproroghe” ripristinando di fatto i termini originari per il bando del poker live finalizzato all’assegnazione di mille concessioni per le future sale autorizzate dall’AAMS, bando che dovrebbe quindi essere pubblicato il 31 Gennaio 2013.

Un regalo inatteso e un passo decisivo per colmare il gap legislativo che separa il poker online da quello live, nella speranza che già dal prossimo anno chiunque ne abbia voglia possa partecipare al suo pokerino di Natale, stavolta con carte e chips reali ma soprattutto nel pieno rispetto della legalità.

 

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Crisi, il rischio povertà sale al 29,9%. E’ il peggior dato in Ue

prev
Articolo Successivo

Censimento 2011, secondo l’Istat siamo 59 milioni grazie agli stranieri

next