La categoria dei fotografi si è “allargata”: se è vero che la politica ha sempre utilizzato e spesso strumentalizzato la fotografia, la novità è che da qualche tempo gli uomini politici la praticano in prima persona e la diffondono tramite i social network, cercando visibilità e consenso.

L‘ultimo esempio, in ordine di tempo, il tweet di Formigoni (15 novembre) che vedete qui sotto:  

formigone

   

A cotanta accelerazione in avanti non si può che rispondere guardandosi indietro, ed ecco una favoletta vecchio stile.

C’era una volta un topolino di città, e la città era Milano.

Viveva tranquillo nei meandri della metropolitana, e di tanto in tanto ne percorreva le banchine in cerca di cibo.

Sul suo cammino, un giorno, incrociò un celestiale formigone. Un po’ male in arnese il primo, splendente e molto glamour il secondo.

Il formigone, un po’ schifato, non trovò di meglio da fare che estrarre un coloratissimo telefonino e… clic, fotografare il roditore.

Il suo trofeo iconico andava diffuso e condiviso, talché la fotografia del topo metropolitano in un lampo dilagò su Twitter.

Fu così che tutti insieme, il topolino, il formigone e anche il grillo di cui egli andava parlando finirono, distrattamente, in pasto ad un famelico uccellino che, al posto del ruttino, fece un cinguettio.

Si narra che, poco dopo, l’uccellino diventò celeste e celeste restò. 

Questa favoletta, secondo la miglior tradizione educativa, dovrebbe contenere una morale.

Fatico a trovarla, ad essere sincero, ma non fatico affatto a trovarvi dentro una notizia, una vera notizia che è già tutta nella foto: il formigone utilizza la metropolitana!

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