Per le violenze contro l’Alta Velocità la Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio di 45 dei 46 attivisti del movimento “No Tav” imputati per gli scontri avvenuti nell’estate 2011 in Valle di Susa, al cantiere di Chiomonte (Torino) della linea ferroviaria Tav Torino-Lione. La richiesta è stata avanzata nel corso dell’udienza preliminare in corso nel capoluogo piemontese. L’attivista per il quale i pm non hanno chiesto il rinvio a giudizio ha proposto di patteggiare la pena. Agli imputati vengono contestati  la violenza aggravata e lesioni a pubblici ufficiali, resistenza, danneggiamento e violazione della legge del 1975 che punisce la partecipazione a volto coperto alle manifestazioni. L’anno scorso, in luglio, la guerriglia a Chiomonte comportò il ferimento di circa 200 persone. 

A pronunciarsi sulle richieste sarà, la prossima settimana, il gup Edmondo Pio, che ha accolto 70 (su 71) richieste di costituzione di parte civile, tra le quali quelle di numerosi agenti delle forze dell’ordine e quelle dei sindacati delle forze dell’ordine Sap, Siap, Cobar, Ugl e del sindacato della Guardia di Finanza Cobar Gdf Piemonte. La richiesta non accolta, per ora, è quella del Siulp a causa della mancata presentazione dello statuto del sindacato. Gli ultimi episodi di violenza si sono verificati solo pochi giorni fa per riprendere l’offensiva contro il cantiere dell’Alta Velocità.

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