Gianfranco Ciani con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

E’ Gianfranco Ciani, pm in Cassazione dei processi Mills e Pecorelli, il nuovo procuratore generale della Cassazione. Il plenum del Csm lo ha nominato all’unanimità, in una seduta solenne presieduta dal capo dello Stato. Succede a Vitaliano Esposito, di cui è attualmente il vice come Pg aggiunto, ha 72 anni ed è di Roma.

Ciani prende il posto proprio di Esposito, che lascia per raggiunti limiti di età. La nomina di Ciani è stata proposta al plenum dalla quinta commissione del Consiglio, per il conferimento degli incarichi direttivi, che lo aveva scelto all’unanimità lo scorso 8 marzo, ottenendo poi il parere favorevole del ministro della Giustizia, Paola Severino. Nella delibera la commissione evidenzia un “profilo di eccezionale livello, per la ricchezza delle esperienze professionali maturate” da Ciani, oltre che “per i rilevanti incarichi assunti nell’ambito della Procura generale della Suprema Corte, in cui ha dimostrato elevate capacità organizzative e attitudini direttive”.

Con la sua nomina a quella che è lapoltrona più importante delle Procure italiane, Ciani diventa anche titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati e componente di diritto del Consiglio superiore della magistratura e del suo Comitato di presidenza. A favore della sua nomina ha votato con tutto il plenum anche il procuratore generale uscente della Cassazione Esposito, mentre, come sempre, non ha partecipato al voto il capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Trattativa, la prova del nove dello Stato di diritto

next
Articolo Successivo

“Tanzania, Bossi e Tremonti erano d’accordo” Le parole di Belsito che inguaiano la politica

next