A Pasquetta, come ogni anno, si è consumato il rito della grigliata: braciere, carbonella, e alé, tonnellate di carne di vitello, di maiale, di agnello (meno) consumate, no, forse è meglio dire “divorate” da migliaia di italiani. Divertirsi facendosi del male. La carne alla brace, a parte il prioritario discorso etico, può portare il cancro. Ma adesso mi accorgo che forse sto esagerando. E, tutto sommato, non è lì che voglio andare a parare.

Voglio andare a parare sulla considerazione che buona parte di queste migliaia di italiani il predetto  rito lo consumano nelle aree attrezzate dei/dai Comuni. Non sono comuni mortali, questi, hanno una ben definita etichetta: “merenderos”. E cominciano all’incirca a Pasquetta, poi vanno avanti più o meno ogni domenica di bel tempo fino all’autunno inoltrato, magari ferie escluse, ma non è detto. Ed eccoli lì, talvolta già alle 8 di mattina ad occupare una “piazzola” con barbecue, pallone, vino per i grandi, Coca Cola per i piccini, a grigliare carne e verdure, per poi arrivare alla sera sudati e un po’puzzolenti e riferire il lunedì sul lavoro della bella giornata trascorsa.

Lo so, il mio discorsa puzza a sua volta. Puzza di razzismo, o quanto meno di snobismo.

Ma non crediate, razzista no, e snob lo è solo in parte. Nel senso che sono molto contento non tanto ovviamente che esistano queste persone, quanto che ci siano le aree attrezzate, perché così i merenderos si concentrano  lì. Visto che la stragrande maggioranza degli italiani non ha una cultura ambientale, va benissimo che si riuniscano in aree a loro dedicate. Altrimenti si rischierebbe seriamente ben che vada il calpestio dei prati, ed i fiori strappati, mal che vada anche gli incendi.

Certo che, a vederli fanno un po’ impressione, tutti riuniti in questi piccoli campi di concentramento volontario, da mane a sera, mangiare, parlare del più e del meno e – accidenti, dimenticavo – magari fare anche il bagno. Perché non so altrove, ditemi voi, ma qui al nord buona parte delle aree attrezzate sono vicino a dei corsi d’acqua. Dove, dopo essersi satollati, mettersi a mollo nell’acqua fredda rischiando ben che vada l’indigestione.

Un rito. Una volta c’erano quelli religiosi. Oggi, a religione oramai in declino, restano quelli più terreni, prosaici, laici. Il riempirsi la pancia è uno di questi.

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