Francesco Rutelli
Francesco Rutelli

Tutti contro tutti sulle liberalizzazioni. Il presidente del Consiglio Mario Monti si affanna a dire in conferenza stampa con il premier spagnolo Rajoy che il governo “punta sulle liberalizzazioni per liberare il potenziale dell’Italia” e che esiste “una responsabilità verso l’opinione pubblica. “Ci saranno  – ha detto – alcune modifiche che verranno accolte e qualche altra modifica che non potremo accogliere e che non accoglieremo”. Ma sugli emendamenti al testo è scontro in parlamento, con le forze politiche in ogni caso scontente per un decreto che con gli ultimi passi indietro su taxi e farmacie appare sempre di più snaturato e su cui si stanno consumando i rapporti di forza. A guidare la pattuglia degli scontenti il Terzo polo, che con Rutelli parla di “rischio palude”. Se la situazione “dovesse degenerare – ha detto il leader dell’Api – i parlamentari del Terzo Polo si riuniranno per valutare quale comportamento avere in sede di voto”. Insomma, da fedele sostenitore del governo, il terzo polo potrebbe far mancare i suoi voti.

Sul fronte dell’opposizione, intanto, si grida all’inciucio. Questa mattina Italia dei valori e Lega hanno protestato in Aula al Senato contro l’andamento dei lavori: “Il continuo stop and go dei lavori – ha detto il presidente dei senatori Idv, Felice Belisario – e le conventicole da sagrestia, al di fuori della Commissione, in cui si consumano intese, accordi, inciuci e scambi non fanno parte della dignità del Senato della Repubblica. Il Presidente Schifani si faccia garante del rispetto delle procedure formali e sostanziali”. Anche il senatore del Carroccio Massimo Garavaglia ha protestato per “i problemi di operatività” e invitato a non procedere “con fretta” chiedendo “rispetto” per il Parlamento e in particolare per le opposizioni “che non stanno certo facendo ostruzionismo”.

Sull’argomento è intervenuto anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro: “Ancora una volta la montagna ha partorito il topolino. Vengono fatte chiacchiere – ha aggiunto – e poi nel momento in cui si va al voto si presenta ancora una volta lo spettro del voto di fiducia mentre nei retrobottega le lobby stanno bloccando le liberalizzazioni vere”. E le uniche norme fatte sono sulla base di “accordi per un’economia basata solo sulle speculazioni della finanza”.

Cerca di minimizzare lo strappo il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, che ha comunque annunciato il voto favorevole del suo partito. “Voteremo il provvedimento – ha detto Bersani – ma il tema è ancora aperto, si può fare qualche ulteriore passo, la discussione non è finita. Un giudizio dato oggi – ha aggiunto – non è equilibrato, ci sono stati alcuni passi in avanti, c’è stato qualche arretramento e qualche avanzamento. Noi abbiamo sempre auspicato qualche sforzo in più su temi come energia, benzina, farmaci”.

Di fatto, però, mentre le forze politiche si lamentano per l’eccessiva diluizione del provvedimento, le categorie interessate continuano a gridare all scandalo. Dopo taxi e farmacie, ora è il turno degli avvocati, che annunciano uno “sciopero bianco” se le loro istanze non verranno ascoltate: sospensione delle udienze, del gratuito patrocinio, della difesa d’ufficio e delle funzioni di giudice di pace le possibili conseguenze. Gli avvocati chiedono che sia avviato anche con loro un tavolo come quello aperto sull’articolo 18. Resta da vedere, dicono, “quale sarà la disponibilità reale del ministro Severino”.

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