Le carceri ai privati? La blogosfera impazza e impazzisce: la sorpresa è nell’articolo 44 del decreto liberalizzazioni del governo Monti. Sotto il titolo “Project financing per la realizzazione di strutture carcerarie” si prevede la costruzione e soprattutto la gestione degli istituti di pena da parte di soggetti privati, previo decreto ministeriale degli interessati (giustizia, infrastrutture e trasporti, economia e finanze) che stabilisca le modalità attuative. Ai soggetti in questione è riconosciuta anche “a titolo di prezzo” una tariffa per la gestione dei servizi. Tutti, tranne la custodia.

Meno male, direte voi, pensando come hanno fatto in molti alle varie società a capitale mafio-trafficante che potrebbero buttarsi nel business (anche soltanto per garantire condizioni di miglior favore, con appartamenti 5 stelle a pagamento).

Perché di business si tratta, ovviamente. Come in Usa. Dove più di qualcuno comincia a chiedersi se la gestione privata dell’affare carcere non induca gli amministratori delegati del settore ad auspicare un aumento del delinquere e dei delinquenti.

Fermiamoci però in Italia. Il bello di questa sorpresa è che ha sorpreso anche chi doveva promuoverla. La proposta infatti non viene dal ministero della Giustizia ma da quello dello Sviluppo economico. Sì, i Passera-boys. Pare infatti che il tormentone sia cominciato da un po’ e che a via Arenula abbiano cercato di resistere. Però alla fine si son trovati l’articolo bello e confezionato.

E adesso? Dalla giustizia, giurano di avere preteso almeno una modifica irrinunciabile, e cioè la garanzia di un controllo pubblico sulle future operazioni. Riusciranno, i nostri eroi? Ma sì, un controllo a chiacchiere non si nega a nessuno.

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