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Napolitano: “Un codice deontologico per i magistrati”

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Occorre un “valido codice deontologico” per “affermare il necessario rigore nel costume e nei comportamenti del magistrato”. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che questa mattina è intervenuto al Csm per l’insediamento della scuola superiore della Magistratura. Napolitano si è augurato che il neo ministro Paola Severino “promuova quel confronto costruttivo che auspico da sempre e senza il quale non possono recuperarsi né l’efficienza né quel limpido e razionale funzionamento del sistema giustizia al quale occorre mirare con rigore, serenità e senso del dovere”.

In precedenza il presidente della Repubblica aveva anche inviato un messaggio all’assemblea della Cna. Il momento attuale è “caratterizzato da difficili sfide che impongono una comune assunzione di responsabilità”, si legge nella nota inviata al presidente Ivan Malavasi in occasione dell’assemblea annuale. Secondo Napolitano l’assemblea della Cna e della piccola e media impresa “costituisce occasione importante per riaffermare le ragioni di una più forte coesione sociale, indispensabile per attuare le riforme strutturali necessarie alla crescita del Paese e per offrire nuove e piu’ sicure prospettive alle giovani generazioni”.

Le iniziative assunte da Rete Imprese Italia, continua il Capo dello Stato, “alle quali la Cna offre un contributo essenziale e le più ampie convergenze raggiunte, alla fine di settembre dalle associazioni che hanno sottoscritto il ‘progetto delle imprese per l’Italia’, dimostrano la volontà di affrontare la difficile situazione economica con spirito costruttivo e unitario e un saldo ancoraggio all’Europa”. “Per il contesto imprenditoriale italiano, formato in gran parte da imprese di non grande dimensione, – conclude Napolitano – è essenziale che le forze politiche e le istituzioni si impegnino a sostenere i processi di aggregazione e cooperazione soprattutto al fine di migliorarne la competitività e le capacità di inserimento nei nuovi mercati attraverso un ampio ricorso all’innovazione”.

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