Sedici anni di latitanza finiti sulla banchina del porto di Reggio Calabria. Qui, infatti, è stato catturato Sebastiano Pelle, boss di San Luca, ultimo erede di una delle dinastie mafiose più potenti. Merito dei carabinieri del Ros e di quella squadretta messa in piedi proprio per catturare uno dei padrini più pericolosi della mafia calabrese. Pelle era ricercato per associazione mafiosa, traffico internazionale di armi e stupefacenti e altri reati. Uno dei figli di Antonio pelle, detto Gambazza (morto nel 2009), il suo nome compare anche nell’indagine Reale che due anni fa ha dato scacco a diversi esponenti delle cosche della locride.

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