Non è così facile fare affermazioni certe e definitive su quanto è successo a Genova, in particolare con l’ondata del torrente che ha provocato più vittime. In generale noi ambientalisti abbiamo ragione a dire che si è costruito troppo e disordinatamente  – ormai lo dice persino B. – ma questo non spiega puntualmemnte ogni disastro. E, soprattutto: ci possono essere quantità concentrate di pioggia  irresistibili.

Allora passiamo a dire che queste sono conseguenza del cambio climatico. In generale, è vero. Ma nel 1970, come è stato ricordato, ci furono 900 millimetri di pioggia in due giorni e 30 morti, in circostanze analoghe aggravate.

Quindi?  C’è un problema nuovo, ma anche vecchio sia di prevenzione che di gestione delle situazioni di rischio. Un’analisi più dettagliata e pacata di quanto è successo venerdì 4 novembre ci dirà le responsabilità specifiche. C’è una cosa, però, che a mio parere si può dire con certezza: è sempre più assurdo e scandaloso che classi dirigenti politico-economiche come quella ligure e piemontese facciano lobby fanatica per opere come il Terzo valico o il Tav Torino-Lione quando ci sarebbero da spendere energie e soldi per il risanamento del territorio e persino per la Protezione Civile. E per aggiustare L’Aquila etc… Cito  una frase del mio “collega di blog” Marco Boschini dei Comuni virtuosi:

“Perché è giunta l’ora di scegliersi una politica che faccia l’unica cosa sensata che andrebbe realizzata sul mio corpo: curarlo, preservarlo, per poi valorizzarlo con il turismo. Non avreste bisogno di altro, voi italiani, altro che Bce, Fmi, liberismo e altre stupidaggini del genere.”

Non si possono avere tante priorità tutte insieme, dunque si scelga: o le grandi infrastrutture o il territorio e la difesa del suolo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

L’alluvione

prev
Articolo Successivo

Ogm, 250mila suicidi tra gli agricoltori
“Il mercato in mano alle multinazionali”

next