C’era da aspettarselo: quando il centrosinistra perde le elezioni, cerca sempre un capro espiatorio sul quale riversare le proprie frustrazioni. Alcuni personaggi, delusi dalla prevedibile débâcle molisana, hanno ritenuto opportuno “accusare” chi democraticamente si è presentato alle elezioni scegliendo di non apparentarsi (il MoVimento 5 Stelle), di aver “sottratto” voti alla coalizione. Come se i voti appartenessero di diritto a qualcuno!

Trovo che questa condotta sia antidemocratica e deleteria, sia politicamente che a livello di immagine. La verità è che la coalizione rossa si è dimostrata ancora una volta non all’altezza della situazione: per questo ha perso. Peraltro accusare altri dei propri fallimenti, senza neanche guardare all’agghiacciante e assiduo calo dell’affluenza alle urne, e offendendo gratuitamente gli elettori, dimostra una volta di più che si vuol giustificare l’ingiustificabile: la mediocrità di un centrosinistra che si presenta alle elezioni con un candidato presidente che per due legislature è stato nel centrodestra!

Continuare ad attaccare “gli altri” significa non voler ammettere i propri errori, significa continuare con le cadute di stile e con la mancanza assoluta di contenuti. E’ risaputo che non sono state di certo le liste civiche o il MoVimento 5 Stelle a tenere in vita il finto centrodestra che oggi è al governo del paese. E’ stato invece un finto centrosinistra: palesemente colluso con il “nemico” in alcuni frangenti, del tutto incapace di governare e di rispondere alle esigenze dei cittadini in altri.

Se vuole amministrare i Comuni, le Regioni e il Paese per cambiarne il volto, il centrosinistra deve smettere di confondere gli elettori e cominciare finalmente a puntare alla credibilità delle persone e dei programmi. E invece continua a puntare sugli impresentabili. La recente vicenda De Luca (2010, elezioni regionali in Campania), evidentemente, non ha insegnato nulla.

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